venerdì, maggio 31, 2013

Benicassim

Benicassim è andata.

Intenso workshop di giorni 2 su Interbank Market and Networks. Sti cazzi si potrebbe dire, e sti cazzi dico pure io. Si pretende di sapere qualcosa ma in realtà il mio lavoro è talmente teorico che prenderne spunto per policies vorrebbe dire come fidarsi delle previsioni di un lombrico sul numero di volte che un particolare tabaccaio in Marocco riesce ad andare al bagno di Giovedì.

Dopo un viaggio di 11 ore (si, su carta Londra sta vicina ad ogni cosa, anche a te che in questo momento stai perdendo del tempo in maniera molto poco produttiva) arrivo con un trenino Chicco a Benicassim da Valencia. Sul sito degli organizzatori c'è scritto di prendere un taxi da li.....

Beh, quelle tre macchine li sono in realtà di cartone e finte come la "Macchina del Gelato". Non c'era nessuno, solo gabbiani che volavano sopra la mia testa annusando una prossima carcassa. Disperato faccio quello che ogni buon viaggiatore sa che deve fare in queste situazioni.

Sto fermo e immobile in una posa quasi da "standby" o "ibernazione" di Windows XP. 
Lo fanno certi animali di piccole dimensioni quando sono in pericolo, non vedo perchè non replicarlo date le mie dimensioni.

Arriva un buonuomo.

Vede la statua di cera e si chiede se per caso fosse stato teletrasportato a Londra al museo delle cere mentre andava a prendere la moglie alla stazione. Si avvicina e mi chiede se creda che il Fish and Chips debba entrare nelle diete salutari del nuovo millennio. Rispondo con un peto in segno di disapprovazione e disgusto, e capisce che non è in Inghilterra.

In poco tempo mi ritrovo in auto con due signori sulla 60ina che mi riassumono la storia di Benicassim in 5 minuti, senza omettere alcun dettaglio, e in pieno spagnolo.

Il resto dei giorni potrei riassumerlo con intense chiacchierate accademiche, calici di vino, cibo, e questo,


che implica l'alto momento intellettuale di quando tento di spiegare bordo vasca ad un collega di Belfast il significato profondo e la difficoltà dell'atto che ad Ancona chiamiamo "GIGIA" (o anche pronunciata per aiutare l'interlocutore come JIAIJIA).




giovedì, maggio 23, 2013

Regina d`Italia e` avvisata

Estesa a chiunque, ma in particolare il post e` per la Regina d`Italia.

Dai un occhio alle date, forse usciranno Italia, Francia, etc...

IO HO GIA IL BIGLIETTO PER LONDRA YEAAAAAAHHHHHH!!!!









Direi che non puoi lasciarteli scappare mia cara Regina d`Italia. Direi proprio di no! 

mercoledì, maggio 22, 2013

Paris...fromage, bonjour, je t'aime, porca di quella zoccola, ma porco cazzo,...

Ancora non sono in grado di giudicare univocamente l'osservazione qui di seguito. In parte è affascinante, attaccata un po' al passato. Dall'altra scomoda e contradditoria.

Vado per cercare un hotel a buon prezzo a Parigi, non troppo distante da una Università che non è poi così troppo distante dal cosidetto "centro". Niente, ho provato 70 siti, Google, e dio sa che altro, e ho notato le seguenti cose:

1. Alla faccia della crisi, trovare un cazzo di posto a Parigi è più difficile di trovare un buon caffè a Londra. Almeno per la fascia "poveri cristi", ed escludendo ogni hotel con reviews che parlano di "bedbugs".

2. Siamo consumatori moderni, pretendiamo una cavolo di prenotazione "online". Passi la traduzione in Inglese. Passi il sito medio contenente numero 3 pagine. Ma cristo, perchè si crea un sito web, da pubblicizzare su Internet, sprecando tempo, voglia e denaro, per poi sotto la sezione "prenotazione", mettere un indirizzo email e\o postale e numero di telefono\fax (fax....fax....si proprio fax....) a cui scrivere per chiedere la disponibilità, il prezzo, l'esistenza di Dio, il perchè del declino inarrestabile di Woodie Allen, etc etc. E' come comprare la macchina e non metterci il serbatoio per la benzina. Bella per carità..la metti in garage, la lucidi, ci trombi dentro, la usi come tavolino, armadio,...ma cazzo non è una macchina come la intendo io!

E comunque l'ho fatto. Ho scritto. Volevo scrivere una letterina a mano, con una piuma di Albatros dell'Isola di Pasqua, poi non ho trovato il negozio di accessori dell'Isola di Pasqua, e ho scritto una email.
Mi hanno risposto che una camera c'è per me forestiero proveniente da colline sconosciute, e che se volevo prenotarla dovevo mandare un assegno via piccione viaggiatore munito di GPS, o un'altra email con ogni dettaglio esistente della mia carta di credito, documenti, certificato medico, certificato di nascita, ultima visita oculistica, firma di un genitore, e l'alluce sinistro. Il destro una volta arrivato.

Io so già che mi vado ad incazzare.


      

martedì, maggio 07, 2013

Slow update

Che dire.

Poca e tanta roba in realta`. Dal matrimonio " catala' " del Ceri all`arrivo della primavera anche qui. Certo, momenti e` Natale di nuovo ma meglio tardi che mai.

Non posso aggiornare in dettaglio. Mi ci vorrebbe un anno credo. Momenti salienti:


  • Direi che uno dei protagonisti del matrimonio Italo-Uruguajo dopo i diretti interessati e la nuvola di Fantozzi che ci seguiva e` assolutamente il GrandeArtista. Apprezzata la banda reclutata dalla strada al momento del lancio del riso, la perenne presenza del suo trolley anche in condizioni climatiche avverse, il suo "quizzone" al pub (si richiedeva a ridenti spagnoli del perche` di cotal felicita` vista la congiunzione economica. risposte banali ed insoddisfacenti tende a precisare il GrandeArtista), e come non ricordare il suo magnifico baffo "all'Italiana". Voto 9/10. (Non cito il tentativo di furto...).
  • Enzo mi vuole bene. Ormai e` tanto amore. Prima di una recente sessione, mi mostra la riscoperta "Throttola" (in soffitta) e come riesca a prendere un penny in terra lanciando il magico roteante giuoco. Vecchi ricordi siculi. Prima della nave, del bagaglio di cartone, degli incontri di boxe, e di tutti gli altri stereotipi Italiani.
  • Cazzo una volpe