Quell'irresistibile voglia di toccare la fine. Almeno quanto quella di mettere il punto finale. La curiosità del poter solamente guardarsi indietro.
E nel frattempo la cera cola.
Così non rimane proprio nulla da guardare e ci si ritrova come in quell'incubo ricorrente a molti. In mezzo al nulla. Dove il nulla è tutto quello che s'è fatto e tutto quello che non si farà più. Dove si è accompagnati solo dall'ansia. Dai respiri forti.
A volte fa ritornare alla realtà. Spegnere la luce ed andare a dormire.
venerdì, novembre 30, 2007
martedì, novembre 27, 2007
Ricambio d'aria
Finalmente aprì la finestra. Un'ondata d'aria fresca lo invase. L'affrontò ad occhi chiusi. Per sottolineare i particolari. Ogni sensazione.
Riaprì gli occhi.
Guardò verso il basso. Per la prima volta sentì dei brividi. Non aveva mai sofferto di vertigini o cose del genere. Almeno non tanto quanto di voglia da sigaretta e caffè alle 14.30. Come d'abitudine.
Ma la paura del vuoto cresceva insieme alla curiosità. O voglia di volo. Parallela.
Riaprì gli occhi.
Guardò verso il basso. Per la prima volta sentì dei brividi. Non aveva mai sofferto di vertigini o cose del genere. Almeno non tanto quanto di voglia da sigaretta e caffè alle 14.30. Come d'abitudine.
Ma la paura del vuoto cresceva insieme alla curiosità. O voglia di volo. Parallela.
domenica, novembre 25, 2007
sabato, novembre 24, 2007
La Sfida
Così scompaiono i colori dallo schermo. Si attiva il “risparmio energetico”. Compare un volto come uscito dal nulla. Lo osservo dritto negli occhi. Non so nemmeno per quanto. Si è abituati a guardare lo specchio, ma mai in quel modo. Per così tanto. Un’immagine immersa nel buio. Rimarcando i particolari più oscuri. Guardandolo per la prima volta come per sfida. A chi molla lo sguardo prima, sperando nella sua bassa resistenza. Sentendo freddo anche. O almeno fastidio. Ma che cazzo ha da guardare? Ci fosse qualcosa d’interessante.
Sarà il solito guardone. Magari mi sta solo prendendo in giro. Si, deve essere così. Mi sembra di vedere anche un mezzo ghigno. In fondo non sei così diverso e, non riderei troppo se fossi in te. O almeno mi guarderei allo specchio prima.
Sarà il solito guardone. Magari mi sta solo prendendo in giro. Si, deve essere così. Mi sembra di vedere anche un mezzo ghigno. In fondo non sei così diverso e, non riderei troppo se fossi in te. O almeno mi guarderei allo specchio prima.
domenica, novembre 18, 2007
Caffè con l'uomo dal baffo giallo tinto
Così di nuovo al tavolo. Ma stavolta senza carta e penna. Solo per un caffè. Anche troppo lungo credo.
Poi fu il turno dell’uomo dal baffo giallo tinto. Si sedette di fronte. Mi osservò tra le troppo folte ciglia brune. Insopportabile sguardo. Come l’odore di naftalina che emanava.
Rimase per un po’ senza dire una parola. Con la bocca semi aperta. Quasi dovesse far prendere aria alla sua anima maleodorante. Poi si bagnò il labbro superiore e parlò.
“ Li devi portare sempre…”
“..portare cosa?”
“Li devi portare sempre quelli..”
Indicò gli occhiali con una lente a pezzi appesi al mio collo.
“Mi danno fastidio. E poi con una lente a pezzi mi servirebbero a poco…comunque, prendi qualcosa?..”
Sorrise, anzi ghignò credo. Alzò la carcassa naftalinica e si trascinò verso la porta.
Poi fu il turno dell’uomo dal baffo giallo tinto. Si sedette di fronte. Mi osservò tra le troppo folte ciglia brune. Insopportabile sguardo. Come l’odore di naftalina che emanava.
Rimase per un po’ senza dire una parola. Con la bocca semi aperta. Quasi dovesse far prendere aria alla sua anima maleodorante. Poi si bagnò il labbro superiore e parlò.
“ Li devi portare sempre…”
“..portare cosa?”
“Li devi portare sempre quelli..”
Indicò gli occhiali con una lente a pezzi appesi al mio collo.
“Mi danno fastidio. E poi con una lente a pezzi mi servirebbero a poco…comunque, prendi qualcosa?..”
Sorrise, anzi ghignò credo. Alzò la carcassa naftalinica e si trascinò verso la porta.
domenica, novembre 11, 2007
Reincontro
La luce era la stessa così come il rumore dei passi. Anche la parete era la solita. Stesso colore, stesse imperfezioni. L'odore di curry e cannella dell'aria. Si accorse di compiere lo stesso "tragitto" solito fare. evitando le macchie scure. Notando gli stessi particolari.
A metà si voltò a sinistra. Guardò la porta di fronte a lui. Anch'essa identica. Che cosa si aspettava? non era mai riuscito a saperlo probabimente. Per quale cazzo di ragione tornare?
Poi la porta si aprì. Il viso si bloccò. immobile. Senza respiro. Anche il cigolio era lo stesso. Ma non lo notò nemmeno stavolta. Di fronte c'era un ragazzo, a lui molto familiare. Quegli occhi già visti, quell'espressione anche. Tutto già visto.
Poi capì. Sperando di sbagliare per una volta.
Era se stesso. In t-shirt, pantaloncini e ciabatte rosso amaranto.
A metà si voltò a sinistra. Guardò la porta di fronte a lui. Anch'essa identica. Che cosa si aspettava? non era mai riuscito a saperlo probabimente. Per quale cazzo di ragione tornare?
Poi la porta si aprì. Il viso si bloccò. immobile. Senza respiro. Anche il cigolio era lo stesso. Ma non lo notò nemmeno stavolta. Di fronte c'era un ragazzo, a lui molto familiare. Quegli occhi già visti, quell'espressione anche. Tutto già visto.
Poi capì. Sperando di sbagliare per una volta.
Era se stesso. In t-shirt, pantaloncini e ciabatte rosso amaranto.
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