lunedì, settembre 28, 2009
domenica, settembre 27, 2009
Victoria Park

Incredibile, tre giorni consecutivi di sole nella terra di Mary Ciucciacazzi Poppins. Da non crederci. Così ho preso la bici, zainetto da sfigato, sorrisino da sfigato e via verso Victoria park.
Davvero carino. Soprattutto ora che ho scoperto da casa che ne ho visto circa 1/27. Tornerò.
E' il tipico parco perfetto all'inglese. Prato perfetto, cigni, laghi, scoiattoli, lepri, inglesi, indiani e pace celestiale. Non mi sarei sorpreso nel vedere una vecchia sul calesse con tanto di ombrellino e tanto sprizzante humor.
Per ora ho solo una foto rubata dal web. Magari un giorno riuscirò a farne di mie..
giovedì, settembre 24, 2009
Bicycle,bicycle,...i want to ride my bicycle..
Alla fine ho fatto la pazzia. forse shopping compulsivo. forse bisogno di testare la guida a sinistra. forse pigrizia da camminata.
Domani il ritiro.
Aspettando che me la inculino, si aprono le scommesse su che mese, a che ora, stile dello scasso e numero di bestemmie che tirerà giù Mr.Treehorn quando rimarrà con il lucchetto in metallo da 29 euro in mano, in ginocchio, con lo sguardo verso il cielo chiedendosi perchè,...perchè...perchè non hai preso meeee!!!!
martedì, settembre 22, 2009
La cinese matta
Mi bussano alla porta.Apro.Una cinese occhialuta con uno stuolo di "formiche-cinesi-brulicanti-ad emissioni sonore" alle sue spalle mi guarda con uno sguardo indagatore come se stesse guardando un chilo di sterco ballare il cha cha cha.Le faccio: "..Si?.."E lei con un inglese formato da cinque o sei parole che compongono e scompongono concetti mi dice che un ragazzo dovrebbe aver lasciato un pacco per lei nella mia camera.Le faccio: "..mi sembra strano, sono arrivato qui da giorni e quando sono entrato per la prima volta non c'era nessun pacco se non il pacchetto minuscolo dell'università con dentro paccottiglia inutile. Ma quello c'era in ogni stanza.."Alchè lei entra nella mia stanza,...si guarda in giro come se stesso guardando il chilo di sterco precedente tenere una conferenza sul buco dell'ozono e osserva il pacchetto menzionato ora divenuto un porta cucchiai.Lo prende e tenendolo stretto a se incredula si avvia alla porta.Tutto questo mentre io la seguo incredulo cercando di rispiegarle che il suo fottuto pacco non era qui e che quello dannato il creatore è il mio pacchetto.Nulla.Raggiunge il formicaio del corridoio ed ad un tratto, la capo formica credo trova un sacco nero dell'immondizia immenso con dentro oggetti che fanno sussultare la cinese matta che con il mio pacchetto in mano comincia a saltare e saltare e risaltare.Preso da un raptus cino-omicida la fermo, le prendo il pacchetto che ancora stringeva a se ed incredulo ma violento ritorno in camera.Mentre le formiche in un tripudio di Ayooooouaiaaaaaaaaaaneyuaaaaaaniiiiiiiiiouuuuuuuuuuu etc etc..piano piano ne ne vanno con il sacco magico.
LA FINANZIARIA LIGHT E IL MAXIEMENDAMENTO CHE VERRÀ
La Finanziaria è light e non certo perché siano di moda i prodotti dietetici in questa legislatura. Al
contrario, la spesa pubblica continua a galoppare e spiega quasi interamente il peggioramento del
fabbisogno (+ 33 miliardi nei primi otto mesi dell’anno nonostante i 12 risparmiati grazie alla
riduzione del costo del debito. Il fatto è che la legge di bilancio consta di soli tre articoli, come l’incipit
del Ministro dell’Economia. Chissà se batterà il record del 2008 (solo 9 minuti per vararla): magari ci
vorranno questa volta solo 3 minuti per approvarla, un articolo al minuto. Del resto da mesi nessuno
parla più di politica di bilancio nel nostro paese. Non sembra riguardare né il governo, né
l’opposizione.
Non troviamo nel provvedimento alcuna traccia delle tante boutade estive, dal grande piano per il
Mezzogiorno, annunciato subito dopo aver regalato alla Sicilia 4 miliardi a luglio, alle detassazioni
con compartecipazioni agli utili o in sostegno alla contrattazione di secondo livello. Ben più grave
l’assenza della promessa estensione del grado di copertura della social card. Il fatto è che i soldi dei
petrolieri sono andati ai giornali di partito, quelli dei banchieri sono rimasti ai banchieri e i poveri
sono rimasti… con la card in mano.
Ufficialmente la Finanziaria è light perché intanto tutto è stato già scritto nel piano triennale
approvato nel 2008 (il numero tre ricorre in modo ossessivo in questi atti governativi!). Ma quel
piano era stato concepito prima della grande crisi, quando c’era ancora in giro Robin Hood, la
disoccupazione era di un quarto più bassa e il debito pubblico non era tornato sopra al 110 per
cento. Quel piano triennale ormai è un oggetto di antiquariato.
La verità è che la Finanziaria è light perché non c’è ancora una politica economica per portarci fuori
dalla recessione, nonostante l’Italia abbia sin qui fatto peggio di tutti. Sostiene Brunetta che a
novembre vedremo la vera Finanziaria. Se così sarà, saremo tornati al peggio delle peggiori
legislature: il maxiemendamento che zavorra la Finanziaria light, un Parlamento che non ha il tempo
per discutere la politica economica e le lobby che infilano nel testo di tutto nottetempo.
di Tito Boeri 22.09.2009
contrario, la spesa pubblica continua a galoppare e spiega quasi interamente il peggioramento del
fabbisogno (+ 33 miliardi nei primi otto mesi dell’anno nonostante i 12 risparmiati grazie alla
riduzione del costo del debito. Il fatto è che la legge di bilancio consta di soli tre articoli, come l’incipit
del Ministro dell’Economia. Chissà se batterà il record del 2008 (solo 9 minuti per vararla): magari ci
vorranno questa volta solo 3 minuti per approvarla, un articolo al minuto. Del resto da mesi nessuno
parla più di politica di bilancio nel nostro paese. Non sembra riguardare né il governo, né
l’opposizione.
Non troviamo nel provvedimento alcuna traccia delle tante boutade estive, dal grande piano per il
Mezzogiorno, annunciato subito dopo aver regalato alla Sicilia 4 miliardi a luglio, alle detassazioni
con compartecipazioni agli utili o in sostegno alla contrattazione di secondo livello. Ben più grave
l’assenza della promessa estensione del grado di copertura della social card. Il fatto è che i soldi dei
petrolieri sono andati ai giornali di partito, quelli dei banchieri sono rimasti ai banchieri e i poveri
sono rimasti… con la card in mano.
Ufficialmente la Finanziaria è light perché intanto tutto è stato già scritto nel piano triennale
approvato nel 2008 (il numero tre ricorre in modo ossessivo in questi atti governativi!). Ma quel
piano era stato concepito prima della grande crisi, quando c’era ancora in giro Robin Hood, la
disoccupazione era di un quarto più bassa e il debito pubblico non era tornato sopra al 110 per
cento. Quel piano triennale ormai è un oggetto di antiquariato.
La verità è che la Finanziaria è light perché non c’è ancora una politica economica per portarci fuori
dalla recessione, nonostante l’Italia abbia sin qui fatto peggio di tutti. Sostiene Brunetta che a
novembre vedremo la vera Finanziaria. Se così sarà, saremo tornati al peggio delle peggiori
legislature: il maxiemendamento che zavorra la Finanziaria light, un Parlamento che non ha il tempo
per discutere la politica economica e le lobby che infilano nel testo di tutto nottetempo.
di Tito Boeri 22.09.2009
domenica, settembre 20, 2009
First part
Eccomi qua, con la connessione che va e viene. Problema tecnico dicono. Speriamo bene.
Primi giorni particolari qui a Londra. Almeno quanto la città stessa. Dopo quattro giorni in un molto buono e conveniente alloggio presso la LSE Hall mi sono trasferito in quella che sarà la mia casa per il prossimo anno. Stanza al piano terra, unico vicino nel flat (Joseph di Taiwan...matto duro).
Girando per il quartiere mi sono accorto di un cosa. Qui lo straniero (occidentale) sono io davvero. Su 100 persone 99 sono indiane,pakistane,arabe. Sembra d'essere a Bombai. Alle volte non so perchè ma mi aspetto un canto "Hallajesllllaammlablalalaaaammaaaa". Le donne che si vedono sono con il velo burka o al massimo cinesi.
Anche i supermercati sono strani. Ingrediente di qualità è raro almeno quanto la possibilità di vedere il sole...ci arrangeremo.
Per ora me la finisco qui. La connessione ancora è considerata il quarto mistero di Fatima.
Aggiornerò..ho tante stronzate da raccontare. Qui le cose matte sono all'ordine del girono.
Amen
domenica, settembre 13, 2009
Se vi foste vestiti di bianco avrei seriamente sospettato d'esser crepato
Devo dire che poche volte mi è capitato di perdere il fiato per un evento non aspettato. Questa volta l'ha combinata davvero grossa.
Come al solito guardavo a terra, incurante del mondo intorno se non della persona al mio fianco, quando alzo lo sguardo e mi trovo tutte le persone che avrei voluto salutare (salvo qualche giustificato assente) li, ad aspettarmi.
Sembrava, anche se brutto a dirsi, la classica scena cinematografica dove, dopo che il protagonista principale muore per ragioni controverse, ritrova gli amici di un tempo in un ipotetico quanto bizzarro paradiso. Tutti sorridenti, tutti a salutarti ed abbracciarti, tutti ad offrirti una birra fresca, tutti dannatamente speciali.
Come se non bastasse c'era anche l'orchestra papale celestiale. Eh già..faccio per entrare al bar con l'intenzione di finalmente pagarmi una birra quando da una stanza attigua sento delle note inconfondibili..
Era Blue monk ed i puttini in questo caso erano chiaramente i Judo Pluto. Daltronde l'avevo promesso. Se i Judo Pluto m'avessero suonato Blue Monk avrei di sicuro risposto alla chiamata.
Così mi infilo un basso appositamente lasciato sopra una sedia...e via.
Già..la serata è andata come un "pezzo bop". Con accenti e pause. Con assoli e cori, con note lunghe ed acuti rompi-aorte.
Ad ogni modo non ci sarebbe stato niente senza lei (salvo forse che finissi sotto un palo rotto da un pezzo di asteroide vagante dopo l'esplosione del meteorite immenso che aleggiava sopra la terra ma che grazie a quattro instancabili eroi d'oltreoceano è stato ridotto a milioni di pericolosissimi brandelli tra cui il suddetto sassolino bastardo che m'ha fatto crepare).
Non dimenticherò mai questa festa, grazie amore.
lunedì, settembre 07, 2009
Judo Pluto Jazz band


Grazie ai musici. Grazie davvero. Non so quando riuscirò a far riuscir fuori una nota bassa da un pezzo di legno ma dopo il concerto dell'altra sera posso star tranquillo per un po'.
Tanta gente, tanta allegria, musica, flamenco, jazz,...persino le note store o gli stacchi sporchi riuscivano simpatici e melodici. Non dimenticherò mai quella sera come non dimenticherò mai cosa vuol dire far parte di un gruppo jazz come il nostro. Dall'ufficio del papà di "grandeartista Medi" con pentole, scatole e batterie approvate dalla "Chicco s.p.a.", dal basso "monco" a 4 corde, dalle prime note di "the Chicken", fino al garage "nonna Medi" e flamenco jazz. Un bel percorso. Un tragitto che magari a tratti mi piacerebbe riprendere. Come un sentiero dopo una camminata tra le sterpaglie. Tanto per ripulirsi le scarpe ogni tanto.
Aspetto ancora un po' ad appendere il pezzo di legno al chiodo. Tante volte i Judo Pluto mi lanciassero una "Blue Monk"...

domenica, settembre 06, 2009
giovedì, settembre 03, 2009
Ministro Tremonti non ci ridurrà al silenzio
Con questo intervento 16 economisti rispondono agli attacchi del ministro Tremonti.
CARO DIRETTORE, sin da quando ha riassunto responsabilità di governo, nel 2008, il ministro Giulio Tremonti ha intrapreso un processo agli economisti. Accusatore e giudice al tempo stesso, ha emesso successivi verdetti di condanna, la pena consistendo nell'obbligo al silenzio per almeno due anni, in specie su questioni di politica economica. La motivazione pare essere la seguente: non avere gli economisti previsto la crisi e aver anzi accettato o addirittura esaltato le degenerazioni che la provocarono. Per un'opportuna opera di rieducazione viene suggerita la lettura dei libri del ministro.
Nessuno di noi è disposto a stare zitto. Un compito importante della nostra professione, in Italia e altrove, consiste nel sottoporre a valutazione ragionata la politica economica dell'esecutivo. Lo abbiamo fatto con i governi passati, continueremo a farlo e ci pare preoccupante che oggi in Italia sia tanto difficile avere un confronto pubblico pacato sulla politica economica in tempi di crisi: sulla Legge Finanziaria 2010, sull'efficacia dei provvedimenti che il governo ha finora adottato e sulla loro sorte.
Non abbiamo difficoltà a riconoscere che questa crisi pone una sfida alla nostra professione (di cui alcuni di noi hanno anche scritto): non certo per non averne previsto il quando e il come, quanto per non aver pienamente percepito le cause e le conseguenze di un'anomala crescita del credito e dell'esposizione al rischio e per avere trascurato i problemi di stabilità finanziaria. Il disagio degli economisti, comunque, non può essere certo maggiore di quello di governanti, banchieri centrali e vigilanti, soprattutto di oltre Atlantico, i quali ancor meno seppero prevedere e prevenire. Semmai, quando si cerchino eccezioni alla disattenzione generale, le si trovano proprio fra gli economisti, tra cui quelli della Banca dei Regolamenti Internazionali e non pochi accademici.
Ma tanto non può certo bastare al Ministro, il quale afferma che egli sì aveva previsto tutto, e da tempo. Notiamo che l'affermazione reiterata negli anni che presto o tardi vi sarà una crisi non rappresenta una previsione, ma una scommessa a esito sicuro. Nel suo ultimo libro Tremonti discute delle miserie dell'Europa, della sua paralisi politica, dei costi della globalizzazione. La breve analisi della crisi finanziaria, già in atto da nove mesi, pur se efficace e corretta, non si distanzia da altre che in quei mesi venivano pubblicate. Nella parte propositiva si tratta di questioni generali, mai tuttavia toccando i temi della riforma del sistema finanziario.
Ma soprattutto ci chiediamo se la capacità di previsione di cui egli è fiero abbia ispirato la sua azione di governo. Una ricerca in questa direzione dà risultati deludenti. Non troviamo traccia di gravi preoccupazioni sulla stabilità finanziaria globale nei documenti ufficiali firmati dal Ministro; né rinveniamo espressioni di preoccupazione manifestate nei consessi internazionali a cui egli partecipò prima della crisi. Di più: alcuni provvedimenti assunti nell'estate del 2008 (quando, anche prima di Lehman, gli Stati Uniti e, sola in Europa, l'Italia erano già in recessione) paiono poco comprensibili in una realtà in cui l'occupazione si riduceva, aumentava la cassa integrazione e i bilanci delle banche esibivano crescenti sofferenze.
Ma questo dibattito riguarda ormai il passato, né conviene continuarlo. Di altro vorremmo discutere con lui, se, restituendoci il diritto di parola, egli accettasse di farlo: delle vicende dell'economia italiana e dei suoi mali oscuri; delle ragioni che lo inducono a ritenere che noi usciremo meglio degli altri dalla crisi, pur essendoci entrati assai prima e in condizioni peggiori. Vorremmo conoscere la sua opinione su una stagnazione, indipendente dal ciclo politico, che ormai dura da quindici anni, rammentando che negli anni in cui il Ministro ha avuto la responsabilità della politica economica (2001-2005, quando il suo primo documento di programmazione prometteva "un nuovo miracolo economico", e 2008) la crescita italiana ha esibito un divario negativo di oltre 5 punti rispetto alla crescita europea. In definitiva, vorremmo comprendere come egli si proponga di trasformare in realtà le sue speranze sul futuro del paese.
Giorgio Basevi
Pierpaolo Benigno
Franco Bruni
Tito Boeri
Carlo Carraro
Carlo Favero
Francesco Giavazzi
Luigi Guiso
Tullio Jappelli
Marco Onado
Marco Pagano
Fausto Panunzi
Michele Polo
Lucrezia Reichlin
Pietro Reichlin
Luigi Spaventa
martedì, settembre 01, 2009
Extra-pillow?
Ancora non sono partito e già mi accorgo di certe cose ben differenti dalla vecchia e cara Italia.
Premetto che ne troverò tante negative, simili, non simili,...etc etc.
La residenza londinese ancor prima di varcare la soglia del bunker assegnatomi mi manda una mail con consigli e link di vario genere. Uno tra questi è la pagina di un'azienda che alla modica cifra di 90 denari regali ti porta in camera ancor prima di entrarci un All-Inclusive-Extra-Special pack (somiglia molto ad un'ordinazione da Mc Donald...taratatataaaa) dove all'interno posso trovare ogni genere di utensile, piatto, coperta, cuscino, cucchiaio, tazza, che mi può servire. Ovviamente posso personalizzare il pacco. Extra qua extra la...magari ci trovo anche un Leprecauno o un folleto danzante irlandese.
Madonnina mia.
Follia inglese o inaspetatta organizzazione. Mah.
Chissà se fanno gli "Holy Queen Mary Adorable pack". Con tanto di corona regale, scettro e tazza regale da thè con cucchiaino tintinnante. Magari un trono amaranto darebbe un tocco papale alla stanza. Un trono con un buco al centro dove poter defecare santi escrementi papali.
Bene.
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