giovedì, settembre 25, 2008
lunedì, settembre 22, 2008
La testa
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Che cosa gli passava per la testa?Una domanda che rieccheggia come per eco, che per tacere aspetta solo d'esser svelata. Ormai con gli occhi gonfi, lividi, chiusi per l'ultima volta. Come per non guardare la sua carnefice. Per paura di ripensamenti forse. Una vita passata a predicare per volere di qualcuno più forte, che non ha potere sulle lame, che non salva il salvabile. Chissa se per la testa non è mai passato un pensiero del genere? Ma alla fine che cambia. Il suo potere stava proprio li, nel non concedersi, nel non vendersi a colei che poteva comperare tutto. Anche il peccato. E se si fosse concesso sarebbe svanito tutto, rotto in mille pezzi di vetro. Tra mosche e sangue. Come ora.Chissa che pensava quella testa negli attimi appena successivi all'urlo del boia? Forse che non si può cambiare il proprio destino dopo tutto, nemmeno lasciandosi morire.
mercoledì, settembre 17, 2008
...la terra dei cachi.
Interessante nota...
L'articolo 20, quello sulle Regioni a Statuto Speciale, ha un nome, un cognome e un indirizzo: Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Sicilia. Per far contento anche lui, in una riforma che a forza di voler accontentare tutti i partiti nella maggioranza di governo si annacqua ogni giorno che passa (nell'ultima bozza, per esempio, è sparita qualsiasi forma di autonomia tributaria), è spuntata anche la possibilità di attribuire alle Regioni a Statuto Speciale "quote del gettito derivante dalle accise sugli oli minerali in proporzione ai volumi raffinati sul loro territorio". Non è (ancora) la tassa sul tubo, ma poco ci manca. Poiché 5 raffinerie su 6 delle Regioni a Statuto Speciale sono (ma guarda un po') localizzate in Sicilia, la norma consente a questa Regione di trattenere in loco una buona parte del gettito delle accise sulla benzina raffinata. E non si tratta di noccioline. Con più di 20 miliardi di gettito complessivo all'anno, le accise sugli oli minerali costituiscono la la quarta imposta erariale italiana, e la quota raffinata in Sicilia è quasi del 50 per cento. Del resto, non si può dire che non lo avessimo già previsto. Si osservi anche che mentre la logica politica della norma è chiara, quella economica latita, e non trova fondamento giuridico né nel nostro sistema tributario né nello Statuto della Regione Sicilia. L'accisa è una tassa esigibile "all'atto dell'immissione in consumo del prodotto", è cioè un'imposta alla vendita, non alla produzione. In pratica, lo Stato impone le accise sulla benzina, i bolognesi e i genovesi le pagano, e i soldi vanno, in parte o del tutto, ai siciliani.
E' l'opposto del principio della responsabilità fiscale, cioè dell'essenza del federalismo ("pago, controllo, esigo"); qui le tasse le paga qualcuno e i soldi vanno a qualcun altro. E dire che di responsabilità fiscale la Sicilia ne avrebbe un gran bisogno; è la Regione che già prende più trasferimenti dallo Stato (il 20% di tutti i trasferimenti erariali alle Regioni), ma che li spende molto male, a giudicare dalla qualità dei servizi offerti ai cittadini, dal numero e dai redditi degli amministratori pubblici e dall'età di pensionamento dei funzionari pubblici. Se questo è il federalismo alla Calderoli, ne vedremo di belle.
Tito Boeri e Massimo Bordignon
martedì, settembre 16, 2008
giovedì, settembre 11, 2008
Tecnologia
I've come up with a set of rules that describe our reactions to technologies:
- Anything that is in the world when you're born is normal and ordinary and is just a natural part of the way the world works.
- Anything that's invented between when you are fifteen and thirty-five is new and exciting and revolutionary and you can probably get a career in it.
- Anything invented after you are thirty-five is against the natural order of the things.
D.Adams
giovedì, settembre 04, 2008
Culicidi
Con il termine generico zanzare si indicano moltissimi insetti che appartengono all'ordine dei Ditteri, sottordine Nematoceri, famiglia Culicidi(Culicidae). Questa famiglia comprende 35 generi e ben 2700 specie. Resti fossili dimostrano l'esistenza di specie affini a quelle moderne già nell'Oligocene e nell'Eocene.[...]
Ma perchè?
Perchè quel benevolo e punitivo, vendicativo, buonissimo, generosissimo, sterminatore e ricreatore di un Dio, ha creato una creatura del genere? Non si risponda con "..serve come pasto ad altri animali comeil pipistrello.."visto che chiunque fosse stato un creatore per una settimana avrebbe scelto un pasto meno fastidioso e più carino da vedere.Magari un Toast. Non solo, oltre aver creato un insetto apparentemente inutile succhiasangue e spargimalattie, gli ha dato la facoltà di lasciare veleno nell'inconsapevole donatore di sangue. Ma perchè? E' un atto anti-evoluzionista! Se le zanzare facessero il loro lavoro senza lasciar tracce, non verrebbero nemmeno ricercate alle quattro di mattina da uomini senza Dio e benevolenza con uno spray tossico in mano. Non verrebbero sterminate. Anzi, magari avrebbero trovato impiego negli ambulatori per le donazioni.Con rispettiva paga ed alloggio serviti.
Ed invece no. Forse ha creato la zanzara come segnale. Quasi per dirci "..se ho fatto questo ,immaginate che altro vi posso fare..!". In effetti..ne ha fatte di altre..
Se un giorno si potrà votare il creatore migliore, sicuramente voterò chi mi crea un mondo senza ronzii.
P.S.: Tra l'altro il nome "Culicida" dovrebbe spaventare l'ARCI gay se non altro..
mercoledì, settembre 03, 2008
Bye Bye Explorer..
Piegato dalla "scimmia" del provare Chrome, l'ho installato.
Spettacolo.Spettacolo.Spettacolo.
Velocissimo, più intelligente di Explorer, più bello di questo...etc etc.
Addio vecchio browser. Hai permesso a Google di vincere anche qui. Mi dispiace.
La prossima mossa potrebbe essere un nuovo cervello da impiantare firmato e progettato da Google Company. Veloce,omniscente,colorato,pieno di link googlosi,..e che ci facciamo più del vecchio grigio. Basta una connessione internet ed i cervelli di mezzo mondo si potranno connettere e condividere la sapienza e la non sapienza (credo più questa) alla velocità della luce.
Ed all'esame universitario, alla domanda precisa, si risponderà consultando Wikipedia.
lunedì, settembre 01, 2008
Chiarimenti repentini: Alitalia
In primo luogo il cosiddetto salvataggio di Alitalia è in realtà la sua chiusura. Dal punto di vista "tecnico" questa è forse la cosa meno rilevante, ma dà fastidio che si metta in liquidazione un'impresa e si dica che la si è salvata. Per favore...
In secondo luogo, i 7.000 esuberi. Cosa succede però ai dipendenti di AirOne? Sarebbero altre 2.000 persone delle quali ancora non si parla, ma se AirOne cede tutto o quasi alla nuova impresa, passeremmo a 9.000
Terzo, azionisti e obbligazionisti di Alitalia. Il ricorso al fondo per la tutela delle vittime delle frodi finanziarie è gravissimo per quanto riguarda gli azionisti, che hanno tenuto azioni in un'impresa che negli ultimi 21 anni ha fatto perdite (dichiarate) per 20 volte. Quale frode? Hanno deciso di scommettere alla roulette, hanno perso, e non si vede perché debbano essere tutelati.
Per i creditori è diverso, ma anche qui perché scomodare le frodi finanziarie? Ma in ogni caso (anche perché lo Stato era l'azionista di controllo) sarà lo Stato a pagare (come prevede lo stesso decreto "Marzano bis").
Infine, il costo per la collettività. L'affermazione secondo la quale l'operazione non peserebbe sul denaro pubblico è una menzogna così palese da risultare ingenua, ma anche assai fastidiosa.
I conti li faremo alla fine, ma già ora pare chiaro che i 300 milioni del prestito ponte non saranno mai rimborsati. Poi, i cosiddetti "ammortizzatori" per chi perderà il posto di lavoro; il decreto del Governo prevede un onere di 30 milioni annui per sette anni (ovvero, circa altri 200 milioni - ma basteranno anche per AirOne?). Il rimborso a creditori (e, forse perfino agli azionisti!?) costerà qualche altro centinaio di milioni (300? Dipende da tanti fattori). Poi ci sono 450 milioni di obbligazioni Alitalia in mano al Tesoro; poiché il rimborso dovrebbe avvenire su fondi pubblici, in ogni caso sono altri 450 milioni che se ne vanno.
Siamo - per ora - attorno al miliardo di Euro. Il piano Air France prevedeva un pagamento allo Stato di circa 300 milioni, l'accollo dei debiti, e 1.500-2.000 esuberi (quindi ammortizzatori sociali verosimilmente ridotti del 75% rispetto a quanto vediamo ora).
Questo è il vero rimpianto. Forse oggi non si può far molto meglio, ma quell'offerta malamente rifiutata continua a pesare
Carlo Scarpa
In secondo luogo, i 7.000 esuberi. Cosa succede però ai dipendenti di AirOne? Sarebbero altre 2.000 persone delle quali ancora non si parla, ma se AirOne cede tutto o quasi alla nuova impresa, passeremmo a 9.000
Terzo, azionisti e obbligazionisti di Alitalia. Il ricorso al fondo per la tutela delle vittime delle frodi finanziarie è gravissimo per quanto riguarda gli azionisti, che hanno tenuto azioni in un'impresa che negli ultimi 21 anni ha fatto perdite (dichiarate) per 20 volte. Quale frode? Hanno deciso di scommettere alla roulette, hanno perso, e non si vede perché debbano essere tutelati.
Per i creditori è diverso, ma anche qui perché scomodare le frodi finanziarie? Ma in ogni caso (anche perché lo Stato era l'azionista di controllo) sarà lo Stato a pagare (come prevede lo stesso decreto "Marzano bis").
Infine, il costo per la collettività. L'affermazione secondo la quale l'operazione non peserebbe sul denaro pubblico è una menzogna così palese da risultare ingenua, ma anche assai fastidiosa.
I conti li faremo alla fine, ma già ora pare chiaro che i 300 milioni del prestito ponte non saranno mai rimborsati. Poi, i cosiddetti "ammortizzatori" per chi perderà il posto di lavoro; il decreto del Governo prevede un onere di 30 milioni annui per sette anni (ovvero, circa altri 200 milioni - ma basteranno anche per AirOne?). Il rimborso a creditori (e, forse perfino agli azionisti!?) costerà qualche altro centinaio di milioni (300? Dipende da tanti fattori). Poi ci sono 450 milioni di obbligazioni Alitalia in mano al Tesoro; poiché il rimborso dovrebbe avvenire su fondi pubblici, in ogni caso sono altri 450 milioni che se ne vanno.
Siamo - per ora - attorno al miliardo di Euro. Il piano Air France prevedeva un pagamento allo Stato di circa 300 milioni, l'accollo dei debiti, e 1.500-2.000 esuberi (quindi ammortizzatori sociali verosimilmente ridotti del 75% rispetto a quanto vediamo ora).
Questo è il vero rimpianto. Forse oggi non si può far molto meglio, ma quell'offerta malamente rifiutata continua a pesare
Carlo Scarpa
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