mercoledì, aprile 25, 2007

A presto

Anche solo un sorriso,un'espressione,un profumo,...riapre quel libro dei ricordi che si ha in testa. Soffia un po' sulle pagine, alza la polvere, sfoglia foto su foto.
Poi il turno dei saluti. Come un pezzo già scritto su centinaia di pagine. Ma lo si affronta con gioia, sempre più sincera.

mercoledì, aprile 18, 2007

Fuga

Una pesante pressa sul torace.Come tutta una vita, grassa e molle, stesa su di te. Sorridente, sporca di grasso ed unto. Mentre mille trapani perforano, perforano tutto. I timpani, il cranio, gli occhi. nemmeno più l'urlo serve. Come i denti che sbattono o la smorfia appiccicata al viso.
Il silenzio...solo il silenzio come soluzione. Quello vero. quello bianco,anzi incolore. Inodore. La pace del nulla è la lacrima che pulisce il viso. Una nuvola densa che nasconde ogni raggio. La morte viva. Ma dove?Dove?...Quant'è fragile la mente umana.Si crede forte, fiera del suo nullo sentire. Poi al primo duello perde la strada.La sicurezza, la voglia di confronti. rimane solo lo sfogo nell'"intoccabile". come se si aprisse un rubinetto sgocciolante, per farlo dissanguare, per annegare tutto il resto. Se non ci fosse rimarrebbe solo un cadavere,sotto una pesante pressa.

domenica, aprile 15, 2007

Almeno il nazionalsocialismo aveva per base l'eros

Svegliarsi con Dj Adolf che mi urla dai piani bassi. Comme se fosse risorto. Ed ora ascoltasse "musica" house.
Alle 10.00 di domenica. Alle 10.00 di Domenica!
Devo prendere una decisione tempestiva, non si può andar avanti così. Un Adolf gabber che, abbandonate le nobili mire espansionistiche, ora si dedica alla rottura di testicoli umani. Che tristezza. Almeno prima si aveva un'etica, una morale.
Ma se Adolf ora è un fottuto dj, Capitan America è morto, zio Paperone è stato ridotto a prostituire il proprio deretano piumato per tutta Paperopoli, il papa vuole conquistare il mondo, Hendrix se ne va a spasso con Elvis e Morrison per poi tornare a casa di Cobain come d'abitudine,non esistono più padrini,la reincarnazione del Dalhai ha quattro anni e se ne va a fare shopping per il mondo facendosi fotografare e pensando tra se e se "cazzo come l'ho fottuti tutti,e con così poco..", ma dove stiamo arrivando?

domenica, aprile 08, 2007

Strano albero

Con rami di cristallo sostiene foglie di sangue rappreso. Leggermente danzanti al soffio più forte di un vento gelido. Immobile per il tempo. Radicato a terra con mani e artigli.
Ma i tre soli formano strane geometrie di colore sul terreno, sfruttando il cristallo ed i lenti movimenti celesti. Con un tronco di cartone e linfa di sabbia. Mai stato giovane per qualcuno. Nemmeno ombra. Solo sfida e inconsapevolezza del suo perchè.
Rivolto contro vento. Gelido e mai stanco.

giovedì, aprile 05, 2007

Familiare

Dal suo cranio fuoriscivano quantità incredibili di liquido grigiastro.Al solo pensiero.Senza alcun rumore o spettacolare uscita. Sgorgava lungo il viso lentamente fino a coprirlo del tutto, diventando un'unica maschera grigia, dalle sembianze "familiari".
Salvo questo, Tim non sembrava essere diverso da qualsiasi altro essere vivente presente nell'isola. Ormai non ci faceva nemmeno più caso. Era abituato alla sua stranezza e cercava di vivere semplicemente. Lavorando come tutti.Dormendo come tutti.Parlando di tanto in tanto.
C'era però dell'altro. Quel liquido sembrava avere particolari "proprietà".
Chiunque infatti, alla visione dello strato pseudo-gelatinoso, si rivedeva come in uno specchio, spalmato sulle forme craniche di Tim. ma un po' più diverso da come era abituato. Come se fosse l'immagine di un sosia.L'opinione di qualcun'altro dipinta su di un cranio bianco. La testa di Tim.
Per questo motivo il ragazzo non era poi così gradito. La gente lo evitava. O al massimo gli scrivevano per posta.Quasi mai lo affrontavano a quattr'occhi.
Quel giorno Tim stava passeggiando lungo un fiumiciattolo. Come spesso succedeva dopo che l'ennesimo contatto con un "essere" era finito in una fuga disperata di quest'ultimo.
Ma stavolta qualcosa spinse Tim a reagire. Non sapeva nemmeno lui che cosa lo portasse a voler cambiare. Ancora non sapeva. Ma lo voleva più di ogni altra cosa.Cambiare.Cambiare...
Si avvicinò alla riva paludosa del fiume. finalmente si guardò riflesso nella superficie argentea dell'acqua. Era la prima volta che gli succedeva. O per lo meno poco dopo una fuoriuscita.
Non ci trovò niente di strano all'inizio. Una massa grigio perla, dalle forme familiari, senza espressione, senza respiro.

Non si seppe più molto di Tim dopo quella giornata. Non che fosse un individuo particolamente popolare prima. L'unica cosa che la gente diceva, o che volesse dire, era che un cadavere era stato trovato giorni dopo lungo le sponde di un fiumiciattolo a parecchi chilometri dall'ultimo luogo che vide Tim camminare. Aveva il viso straziato da tagli e ferite. Anche gli occhi non c'erano più. E la bocca sembrava ancora urlare la sofferenza più grande dell'universo.

domenica, aprile 01, 2007

La gigantessa


Quel suono sordo,..speziato. Dietro tutte le note. Prendendosi le spalle di tutti ma dirigendo un po' tutti. Il Contrabbasso. la timidezza e la serietà. La gigante donna dalla voce grave. Immaestrabile ma disconosciuta. Anche il musicista sembra essere suonato da sua maestà di legno. arrampicato su di essa, pizzicando le sue corde nere.Silenzioso e rispettoso. Svenente sopra di questa.
Cosi' non appena si muove, tutto si colora e tutto prende forma. Anche gli altri, senza di lui, sembrano non danzare con lo stesso vigore. Ma nessuno lo nota. Almeno finchè non esce di scena. Facendo calare l'atmosfera come può calare la nebbia di primo mattino.
Evitando gli applausi e pure i rimpianti..