mercoledì, febbraio 28, 2007

Fiducia fragile

La fragilità della fiducia. Fatta di sabbia umidiccia. Di svariate forme ma sempre della stessa misera consistenza.Poi c'è la fiducia che si vorrebbe su di se. Data per scontata.quasi banale. In realtà lo specchio del nostro alterego. Come se di fronte avessimo un secondo io e non un altro io.
Cosi' a volte si costruiscono mostri di sabbia. enormi, da vanto. Per poi vederli polverizzarsi alla prima onda marina. Che idiozia.
Forse chi ha sbagliato in passato è quasi condannato al suppillizio della paura. quasi fosse una punizione. E nemmeno troppo diversa da quelle descritte da Dante. il vedersi, l'immaginarsi, soffrendo, gli stessi errori nella persona che si ha di fronte. Bisognerebbe reagire. Niente è padrone di noi stessi come noi medesimi. Ma forse la punizione ce la stiamo dando coscientemente. e se la frusta non fosse che un cilicio? Un dannarsi in eterno di errori passati. Che imbecillità. Forse un atteggiamento ereditato dal vittimismo cristiano. Che si colpissero loro, insanguinati e contenti! Soffrite!Che nella vita futura sarete nuovi uomini redenti. Una specie di Assicurazione. Una polizza conveniente. un periodo di pagamento e un eterno premio.
Le colpe passate sono oro che cola. Vergogne ma anche cicatrici. Che si facciano gli errori! accettando però le conseguenze...sempre accettando le conseguenze.

venerdì, febbraio 23, 2007

Consiglio da un nuovo amico

Stamattina l'evidenziatore verde molto elettrico riposto nell'apposito porta penne metallico mi ha parlato.
Non so se considerarlo un onore o segno che ci si deve preoccupare.
In ogni caso m'ha consigliato di fissare immobile per almeno un quarto d'ora lo screensaver stellare (quello con le stelline che ti vengono incontro presente già dai primi Windows) per trovare la rilassatezza e la calma interiori.
Funziona davvero. Non ci avrei mai scommesso. Grazie evidenziatore verde molto elettrico.

martedì, febbraio 20, 2007

"Reset"

Il marciapiede era vuoto. Nessuna spallata, cambio di direzione. Era una lunga lingua grigio scuro che costeggiava un'altrettanto vuota strada a due corsie. Che strano pensava. Alla stessa ora di solito non si riusciva a respirare. Sguardi di aziendalisti, di banchieri, di poliziotti, di netturbini, di belle donne e di disoccupati. Tutti si incrociavano vuoi o non vuoi. Nessun escluso.
Arthur aveva sempre sognato quel momento, eppure,...forse con un preavviso. Con dei cartelloni affissi il giorno prima, magari con una lettera a casa.
Niente di niente. Si ritrovava solo con i suoi pensieri a camminare per la solita strada che portava al solito bar da lenta colazione. Anche i pensieri barcollavano con lui. Abituati a scontrarsi con quelli della popolazione mattutina. Ora erano smarriti. Soli. ad ascoltarsi come non avevano mai fatto prima. Persino nella sua stanza in affitto non erano mai soli. La luce del faro interveniva periodicamente dalla finestra e i dialoghi, le urla, i gemiti dei vicini si autoinvitavano di continuo.
Arrivato alla porta di vetro la spinse e ancora smarrito, con il mozzicone che implorava d'esser gettato, si sedette sulla solita ed incrostata sedia girevole stile anni 70. Ci volle poco a capire d'esser soli anche li dentro. Il bar che di solito si trasformava in mercato di chiacchiere era vuoto come la strada. Vuoto come lo sguardo di Arthur che, accesasene un'altra, bestemmiò ed uscì dal locale. affamato e vitreo. Ma che diavolo era successo? Forse quel cazzone così publicizzato alla Tv aveva anticipato il giorno delle elezioni finali? e lui? Forse non risultava tra quelli con diritto ad essere votato. escluso anche questa volta. Come per ogni cosa nella sua vita. escluso nel lavoro. escluso alla vita sociale, ai rapporti di scambio sessuale, al divertimento stesso e alla noia compresa.
Il suo destino sarebbe stato quello di prigioniero nella sua stessa solitudine. Anzi, cominciava ad odiare anche quella. Che diavolo avevano da parlare quelli li dentro? e soprattutto perchè non riusciva ad amare quello che aveva sempre immaginato?
Poi un tremore.
Il cielo non era più di quel dannato azzurro disperazione di sempre. Tutto si fece di svariati colori. Anche Arthur. e la sua sigaretta.
Una scritta si stava autoscrivendo nel cielo ormai tavolozza. "Reset".
Ora sembrava lampeggiare. Con un'intensità quasi a dire "scappa idiota". Ma dove?

Anche l'ultimo bit cancellato. Domani si sarebbe rimesso a lavoro. Un progetto nuovo, abbastanza difficile ed inquietante. Di quelli che fanno fare soldi a palate. La creazione di un software di autoprogrammazione del proprio chip comportamentale. In pratica un kit di ricostruzione del proprio io. Da vendere in scala. Ognuno si sarebbe riprogrammato a piacimento. Una nuova chance per tutti. Chissà chi sarebbe stato nella nuova vita Arthur Tenk? forse di nuovo un programmatore...chi lo sa? Ci avrebbe pensato domani.

venerdì, febbraio 16, 2007

La bocca

Grassa, grezza, unta e ingorda. Si spalmava sui sanpietrini della piazza allargandosi ad ogni sguardo verso lei. Emettendo solo suoni di tanto in tanto. Quasi di soddisfazione.
Intanto nuovi passanti arrivavano da ogni angolo della piazza, in silenzio fino alla meta. Ognuno con una grande e provata sacca da morto in plastica nera.
E giù a svuotare! Con gesti veloci, quasi a non voler nemmeno sfiorare con uno sguardo il contenuto che fuoriusciva dalla sacca. La bocca sembrava sorridere.
Poi a lavoro compiuto scomparivano piano piano. Con le sacche ormai simili a vuote vesciche e con visi da tranquillante ritornavano da dove erano venuti.
Sacche e sorrisi si alternavano fregandosene del tempo, delle ore. L'orrendo buco non dormiva, mai sazia, e disponibile a tutti.

martedì, febbraio 13, 2007

Luci rosse

Quel colore pacato che si appiccica ai visi. Quella concentrazione che sale.
Ora manca solo il suono di una tromba in sordina.
Devo ringraziare il mio percussionista. E' lui l'ideatore ed il portatore delle luci rosse da fiammingo quartiere hard. Anche se mi sto chiedendo che diavolo ci facesse con delle luci rosse in casa. rimango nell' ignoranza.
Suonare "Three views of a secret" in rosso, o "Nature Boy" magari, la versione di Miles e Mingus in assoluto,...con la sintonia di sempre e un pizzico d'esperienza in più.
E' la ricetta per sognare e fermare il tempo. Poche cose ci riescono.

mercoledì, febbraio 07, 2007

Cenere

Stavolta ce l'avrebbe fatta ad alzarsi per andare alla finestra.
Erano giorni e giorni che se ne stava li, steso sulle mattonelle tristi. sudato e stanco. con la stessa sigaretta, sempre accesa e sempre in bocca.
L'unica compagnia era un vecchio posacenere amaranto. mai sazio. ed una vecchia melodia anni 50 rugosa e melanconica di un vecchio Lp.
E la finestra li davanti. a 4 metri e mezzo circa, che lo richiamava ad osservare fuori. a gettare un occhio al mondo vivo.
Una gamba sembra accennare il risveglio. poi un passo.
Pochi metri alla finestra. Che urlava ormai, lo stordiva nel richiamo assillante.
La sigaretta manteneva tra se la cenere come per magia. ma senza consumarsi. accumulando e basta.
Ora la mano si appoggiava al balcone. E finalmente guardò fuori.
La musica cessò. e la cenere cadde.
D'un tratto cominciò a consumarsi, proprio come la sigaretta. Ad ogni secondo circa. Come a seguire il tempo di un respiro non affannato.
Diventava cenere e continuava a guardare di fuori. Fino al completo consumo.
La stanza sembrava non essere mai sazia.

lunedì, febbraio 05, 2007

Nebbia di notte

Stranamente la nebbia può anche esserti amica.
Quando con la macchina l'attraversi, cercando qualcosa che non si vede, verso una qualche direzione, comincia a diventare come una tela bianca.
E tu diventi una goccia di colore, rifinisci linee, disegni, forme, solo con i tuoi pensieri. L'isolamento c'è veramente in quel momento, non è illusione momentanea.
Non vorresti che far parte ancora un po' di quella tela. Come all'inizio di un viaggio. Dimenticando la casa e le coperte. L'aria limpida.

giovedì, febbraio 01, 2007

6 euro

Scrivo più che altro a coloro che possono organizzare attentati low cost, a neo-politici, a politici e basta, a persone violente, alle fotocopierie di Ancona, alle librerie di Ancona, a Superman, Spiderman, Prestiman, Odino e figli, Sgt.Peppers, al mago Silvan, a Condoleeza Rice, a Batman ed al Magnifico e cotonatissimo Rettore.
Può una stampata di 6 righe circa, senza colori, senza timori,costare 6 euro?
Capisco il foglio adesivo utilizzato, capisco lo schiavo lappone segregato ore ed ore a lavorare, capisco che c'è fame nel mondo, e capisco anche che a volte è divertente far incazzare qualcuno senza motivo. Ma nessuno ha il diritto di far pagare 6 euro la stampa di un foglietto adesivo da attaccare sopra il CD-R. Nessuno. Salvo forse colui che guarda il mondo da molto in alto mangiando cipster in maniera talmente disgustosa e disordinata da provocare inaspettate ondate di precipitazioni al sapore di patatina plasticosa nel bellissimo e calmissimo Principato di Anversa. e poi e poi.
Mi rivolgo a voi, paladini della giustizia,....se siete interessati a portare ordine e felicità nel nostro mondo, contattatemi e vi consegnerò l'indirizzo della libreria monopolista, piduista, fascista in questione.
Grazie di cuore