mercoledì, dicembre 24, 2008
C'era una volta...
sabato, dicembre 20, 2008
sabato, dicembre 13, 2008
Materiale per Freud
mercoledì, dicembre 10, 2008
MISURE ANTICRISI? MA LO STATO CI GUADAGNA
Il decreto anticrisi ha un saldo netto in positivo di 390 milioni. Un risultato sorprendente. Pur con la prudenza dovuta al livello del debito pubblico, sarebbe stato fondamentale aumentare la spesa pubblica o ridurre la pressione fiscale. Invece, il provvedimento prevede un incremento netto delle entrate, in gran parte tributarie, per compensare quello delle spese. In recessione l'unico modo per migliorare i conti pubblici è far ripartire l'economia. E il governo dovrà presumibilmente intervenire in corso d'opera perché le misure di spesa appaiono sotto finanziate.
Grazie all’ottimo lavoro del servizio bilancio della Camera, abbiamo finalmente un quadro completo del decreto anticrisi varato quasi due settimane fa dal nostro Consiglio dei ministri. Il risultato è però sorprendente. Dopo che a Washington il 16 novembre scorso era stato annunciato dal ministro Tremonti un piano da 80 miliardi, ridotto solo tre giorni dopo a 12,7 miliardi, poi sceso a 7 miliardi, a 6,5 e, infine, il 29 novembre a 3,7 miliardi, ci ritroviamo ad avere un intervento a saldo zero. Più precisamente, il decreto anticrisi ha un saldo netto in positivo, tra variazioni nette nelle entrate e nelle uscite, di 390 milioni. Non solo non c’è una riduzione della pressione fiscale, ma vi è un incremento netto delle entrate, in gran parte tributarie, di 3 miliardi e mezzo che serve più che a compensare l’aumento netto delle spese.
CRESCE SOLO LA BUROCRAZIA
Dal punto di vista macroeconomico, questo significa che ci stiamo preparando alla peggiore recessione del Dopoguerra sparando a salve. Una manovra antirecessiva può, infatti, avere un significativo impatto macroeconomico solo se varia i saldi. In un contesto come quello attuale, sarebbe stato fondamentale aumentare la spesa pubblica o ridurre la pressione fiscale per rilanciare l’economia. Certo, tutto questo andava fatto con prudenza, dato il livello del nostro debito pubblico. E mettendo subito in atto piani che ci portassero, quando la crisi sarà finita, a finanziare stabilmente le minori entrate (o maggiori spese) decise oggi con riduzioni permanenti della spesa, come quelle che stiamo proponendo sulle varie missioni del bilancio pubblico. Il decreto anticrisi, invece, finanzia le maggiori spese con maggiori entrate, innalzando ancora di più la pressione fiscale. C’è da chiedersi come reagiranno gli altri governi del G20 e il Fondo monetario, che da tempo chiedono una forte azione di stimolo fiscale coordinata tra i diversi paesi, cui anche l’Italia è chiamata a dare un contributo.
I dettagli riguardo all’impatto della manovra sul bilancio dello Stato (la tabella sul bilancio della pubblica amministrazione è più complessa, ma comunque consegna un saldo positivo) vengono forniti dalla tabella qui sotto. La parte del leone viene svolta dalla rivalutazione dei valori contabili Ias, una misura di riallineamento dei valori fiscali e contabili che in parte anticipa entrate future. Oggi, semmai, dovrebbe essere compiuta l’operazione opposta, immediate riduzioni di tasse oggi compensati da riduzioni di spesa domani. Vi sono poi circa 500 milioni che derivano da inasprimenti dell’Iva. Si noti che negli altri paesi si sta procedendo in direzione diametralmente opposta, riducendo l’Iva, come consentito dalla Commissione europea.
Il decreto anticrisi si limita così a redistribuire risorse. E la redistribuzione, modesta peraltro, avviene con costi amministrativi molto elevati soprattutto in rapporto alle erogazioni concesse ai cittadini, come mettono in luceMassimo Baldini, Simone Pellegrino e Paola Monti. Si crea tanta burocrazia, ma nessun posto di lavoro con manovre di questo tipo. E non si offre protezione alla grande platea di lavoratori con contratti a termine che rischia di rimanere senza lavoro nei prossimi mesi.
Si dirà che una manovra a saldo zero non peggiora i conti pubblici, a differenza di quanto sta avvenendo in altri paesi. Ma non è così. Primo, perché in fasi di crisi come questa i conti peggiorano comunque e l’unico modo per migliorarli è far ripartire al più presto l’economia, creando le condizioni per cui i tagli alle tasse e le nuove spese decise oggi siano sostenibili, possano durare nel tempo. Secondo, perché il governo rischia di doversi trovare fra qualche mese a spendere molto di più di quanto previsto. Le misure di spesa appaiono sotto finanziate: a esempio, stimiamo che la social card costerà almeno 600 milioni, 150 in più di quelli stanziati per questa misura. E i fondi aggiuntivi per gli ammortizzatori sociali non sono comunque adeguati, anche mantenendo le regole attuali, per tassi di disoccupazione a due cifre. Questo significa che il governo dovrà presumibilmente intervenire in corso d’opera, come esplicitamente previsto dal decreto attuativo della social card, per chiudere il rubinetto delle erogazioni oppure per ampliare le dotazioni dei vari fondi, rendendo così discorsivi gli effetti della spesa.
Quadro di copertura DL 185/2008 – effetti sul SNF per il 2009
(milioni di euro)
domenica, dicembre 07, 2008
Katarsis
lunedì, dicembre 01, 2008
domenica, novembre 30, 2008
RISTRUTTURARE LA SPESA CONTRO LA CRISI
E' possibile intervenire per ridurre l'entità e la durata della recessione senza peggiorare i conti pubblici del dopo-crisi. Ma bisogna concentrare le poche risorse disponibili su due o tre misure destinate a durare nel tempo. Le briciole sparse per accontentare un po' tutti che sono state elencate all'incontro del governo con le parti sociali sono inefficaci. Le coperture delle politiche espansive dovranno essere parimenti selettive. Si può sfruttare la recessione per avviare un processo di ristrutturazione della spesa pubblica che porti a consistenti risparmi nel corso del tempo, non necessariamente subito.
Il governo ieri sera ha presentato un piano di 3-4 miliardi di euro per contrastare la recessione. Sono troppo pochi e vengono dispersi, come al solito, in mille rivoli. Quindi saranno del tutto inefficaci. È possibile invece attuare interventi più ambiziosi senza mettere a rischio i nostri conti pubblici. Per farlo però ci vogliono due condizioni. La prima è saper scegliere le priorità, le cose da fare e quelle da non fare. Solo pochi interventi mirati, consistenti e duraturi sono in grado di avere un impatto sul comportamento di famiglie e imprese riducendo la durata della crisi, contribuendo in questo modo a migliorare i nostri conti pubblici. La seconda condizione è saper approfittare della recessione per rimettere la casa in ordine, come stanno facendo tutte le famiglie e le imprese italiane. È possibile avviare subito un processo di ristrutturazione della spesa pubblicache porti a risparmi consistenti quando saremo usciti dalla crisi. Nessuno ci chiede di ridurre il nostro indebitamento oggi, nel mezzo della crisi. Possiamo permetterci di agire su due tempi: oggi stimolare l’economia, preparando le condizioni per riduzioni di spesa che si materializzeranno domani, completando il risanamento dei nostri conti pubblici.
I VERI VINCOLI SONO POLITICI
L’impressione è che i veri vincoli contro i quali oggi si scontra l’azione di governo siano politici. Da settimane si succedono gli annunci di grandi piani a sostegno di banche, imprese e famiglie o per grandi infrastrutture. Poi, tutti questi piani faraonici, il giorno prima di essere varati, vengono rinviati o derubricati. Il fatto è che non si è trovata una sintesi. I costi delle indecisioni sono altissimi. In un periodo in cui grande è solo l’incertezza, con le famiglie italiane terrorizzate dalla crisi, questi continui rinvii alimentano il sospetto che alla fine tutti questi annunci si risolveranno nel nulla. Così le banche continuano a disfarsi di attività e a stringere il credito, le imprese a tagliare costi e personale e le famiglie a stringere la cinghia.
QUALI PRIORITÀ NEL CONTRASTARE LA RECESSIONE?
La riforma degli ammortizzatori sociali, come ormai riconosciuto da tutti (incluso il Fondo monetario internazionale)è la priorità numero uno per il nostro paese. Ma non per il ministro del Welfare. Secondo Maurizio Sacconi ci sono al massimo le risorse per ampliare i cosiddetti “fondi in deroga” e per concedere una copertura una-tantum “di emergenza” ai lavoratori del parasubordinato. (1) Chi propone una riforma definitiva degli ammortizzatori sociali, sempre secondo il ministro, “non si confronta con i numeri di finanza pubblica”.
Vediamoli allora questi numeri. Nel 2009 scadranno titoli di Stato per un quinto del nostro debito. La crisi ha fatto scendere il loro rendimento di circa uno-due punti, a seconda delle scadenze. Come stimano Angelo Baglioni e Luca Colombo su lavoce.info questo significa risparmi dell’ordine di 3,8 miliardi di euro di spesa per interessi sul debito. Sommando a questi le risorse che si risparmierebbero abrogando l’anacronistica detassazione degli straordinari, che sta contribuendo a distruggere posti di lavoro, vorrebbe dire avere a disposizione più di 4 miliardi di euro per riformare gli ammortizzatori. Bastano e avanzano per introdurre un sussidio unico di disoccupazione allargato ai lavoratori parasubordinati (costo nella recessione di 2 miliardi e mezzo) e per allungare i sussidi forniti ai lavoratori delle piccole imprese (circa un altro miliardo e mezzo di euro). A regime, queste risorse potranno essere reperite razionalizzando la spesa per le cosiddette politiche attive, molto costose e di dubbia efficacia, specie in periodi di recessione. Quindi la riforma degli ammortizzatori si può fare senza aumentare le spese rispetto a quanto previsto a settembre. Se non la si fa, è per pura scelta politica.
CI SONO RISORSE PER ALTRI INTERVENTI?
I nostri conti pubblici sono fortemente peggiorati nel 2008. Il rapporto deficit-Pil è quasi raddoppiato dal 2007 (1,6 per cento) al 2008: dovrebbe attestarsi al 2,7-2,8 per cento. Non è solo colpa della congiuntura. Nel 2008 le entrate fiscali sono cresciute meno che in passato in rapporto all’andamento dell’economia e dei prezzi. Soprattutto le entrate dell’Iva sono state deludenti. Il governo ha abolito una serie di misure anti-evasioneintrodotte nella passata legislatura: dall’obbligo di tenere l’elenco clienti fornitori alla tracciabilità dei compensi, dall’innalzamento del tetto per i trasferimenti in contante all’eliminazione dell’invio telematico dei corrispettivi. Il messaggio di lassismo fiscale è stato forte e chiaro, anche alla luce delle decisioni dell’attuale ministro dell’Economia nel quinquennio 2001-6.
L’aumento dell’evasione finisce anche oggi per concentrare il prelievo fiscale sul lavoro dipendente, la cui quota sulle entrate tributarie dovrebbe quest’anno raggiungere il massimo assoluto: 26,5 per cento, più di un euro su quattro. Quindi le minori entrate non riducono la necessità di riduzioni del carico fiscale del lavoro dipendente, che finirebbero per beneficiare subito le famiglie e, gradualmente, anche le imprese. Ad esempio, un incremento permanente di 500 euro delle detrazioni fiscali a favore di lavoratori dipendenti e parasubordinati costerebbe circa 6 miliardi. Sarebbe di gran lunga più efficace di interventi estemporanei, che essendo percepiti come tali, finirebbero per alimentare soprattutto i risparmi delle famiglie. L’aumento delle detrazioni beneficerà soprattutto chi ha redditi più bassi, stimolando maggiormente i consumi.
COME FINANZIARE LE RIDUZIONI DEL PRELIEVO SUL LAVORO?
Sia la Commissione europea che il Fondo monetario internazionale ci chiedono di rinviare l’aggiustamento a dopo il 2009. Si potranno trovare le coperture dopo. Ma questo non significa non cercare subito di procurarsele. Al contrario, bene approfittare della crisi per avviare un processo di ristrutturazione della spesa pubblica che può portare a consistenti risparmi e a un miglioramento dei servizi forniti ai cittadini. Si tratta qui di entrare nei dettagli, capitolo di spesa per capitolo. Non sono possibili generalizzazioni. Solo il metodo è lo stesso. Occorre individuare i tagli di spesa fatti bene, che permettano riduzioni di tasse migliorando la qualità dei servizi resi ai cittadini, rimuovendo i vincoli legislativi e agendo sugli incentivi delle amministrazioni e sul controllo sociale che viene esercitato su di loro dalle famiglie. Nelle prossime settimane cominceremo a fare questa ricognizione, prendendo in considerazione una varietà di voci. Partiremo da scuola ed edilizia scolastica (il 9 per cento del bilancio dello Stato) per occuparci poi di giustizia (1,6 per cento), trasporti (1,7 per cento), infrastrutture (0,8 per cento), ordine pubblico e sicurezza (2 per cento) previdenza (14,7 per cento) e, infine, rapporti con le autonomie locali (22,6 per cento). In tutto copriremo così più del 50 per cento del bilancio pubblico, addirittura due terzi di quello al netto degli oneri sul debito.
di Tito Boeri 25.11.2008
martedì, novembre 25, 2008
Con il freddo nelle vene e la pioggerellina puttana
domenica, novembre 16, 2008
La medicina
mercoledì, novembre 12, 2008
domenica, novembre 09, 2008
Di vino ferisce
martedì, novembre 04, 2008
sabato, novembre 01, 2008
Avanti si vada..
lunedì, ottobre 27, 2008
Vacanze Romane
giovedì, ottobre 23, 2008
A volte vorrei vedere i cavalli montare i fantini
venerdì, ottobre 17, 2008
Fats Waller

Fats Waller , al secolo Thomas Waller (New York, 21 maggio 1904 – Kirkeby, 15 dicembre 1943) è stato un pianista e compositore statunitense. È stato un musicista jazz afroamericano.
Nacque e crebbe nella povertà di una delle tante famiglie di colore studiando il pianoforte fin da piccolo con indirizzo prettamente classico visto che il padre, predicatore di sermoni agli angoli delle strade di Harlem, riteneva il jazz una musica indiavolata. A quindici anni cominciò a suonare l'organo a canne (di cui sarà l'unico maestro nel jazz dell'era dello swing) ed il piano nei cinema e nei teatri fino a quando James P. Johnson lo prese sotto la sua custodia diventando in breve tempo, ad Harlem, uno dei musicisti più conosciuti degli anni venti assieme a Willie "The Lion" Smith. A diciotto aveva già scritto il suo primo successo Squeeze me, suonava per i migliori cabarets di New York e incideva per le cantanti di blues più in voga di quegl'anni. Dopo il divorzio dalla sua prima moglie, Edith Hatchett, che da un lato gli diede il suo primo figlio e dall'altro lo obbligò al pagamento degli alimenti per tutto il resto della sua vita, nel 1924 sposò Anita Rutherford arricchendo la sua famiglia di altri due bambini. Ma la responsabilità non faceva parte della sua indole caratteriale: preferiva le lunghe nottate al bar tra la musica e le bottiglie vuote, bighellonando in continuazione con gli amici. La sua devozione all'alcool era talmente alta da arrivare a definire le sua bevute di prima mattina le sue uova al prosciutto liquide.
Una delle sue maggiori doti, che l' accomunò a pochi altri personaggi della storia della musica, quali Mozart e Telemann, era la velocità esorbitante con cui scriveva la sua musica. Si racconta che scrisse sui due piedi (e sul bancone del bar) nove pezzi (fra cui Henderson stomp, Hot mustard e Whiteman stomp) per Fletcher Henderson solo per ripagargli nove hamburger ingurgitati una sera al bar in un sol boccone. Altri due pezzi, Harlem fuss e Minor drag, nacquero due ore prima della seduta di incisione perché il giorno prima Waller, invece di organizzare i pezzi, aveva finto per passare il tempo tra un brindisi e l'altro, assieme a Eddie Condon, addormentandosi infine ubriaco fino al mattino seguente.
venerdì, ottobre 10, 2008
Alternativa

mercoledì, ottobre 08, 2008
Un euro solo
giovedì, settembre 25, 2008
lunedì, settembre 22, 2008
La testa
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Che cosa gli passava per la testa?Una domanda che rieccheggia come per eco, che per tacere aspetta solo d'esser svelata. Ormai con gli occhi gonfi, lividi, chiusi per l'ultima volta. Come per non guardare la sua carnefice. Per paura di ripensamenti forse. Una vita passata a predicare per volere di qualcuno più forte, che non ha potere sulle lame, che non salva il salvabile. Chissa se per la testa non è mai passato un pensiero del genere? Ma alla fine che cambia. Il suo potere stava proprio li, nel non concedersi, nel non vendersi a colei che poteva comperare tutto. Anche il peccato. E se si fosse concesso sarebbe svanito tutto, rotto in mille pezzi di vetro. Tra mosche e sangue. Come ora.Chissa che pensava quella testa negli attimi appena successivi all'urlo del boia? Forse che non si può cambiare il proprio destino dopo tutto, nemmeno lasciandosi morire.
mercoledì, settembre 17, 2008
...la terra dei cachi.
L'articolo 20, quello sulle Regioni a Statuto Speciale, ha un nome, un cognome e un indirizzo: Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Sicilia. Per far contento anche lui, in una riforma che a forza di voler accontentare tutti i partiti nella maggioranza di governo si annacqua ogni giorno che passa (nell'ultima bozza, per esempio, è sparita qualsiasi forma di autonomia tributaria), è spuntata anche la possibilità di attribuire alle Regioni a Statuto Speciale "quote del gettito derivante dalle accise sugli oli minerali in proporzione ai volumi raffinati sul loro territorio". Non è (ancora) la tassa sul tubo, ma poco ci manca. Poiché 5 raffinerie su 6 delle Regioni a Statuto Speciale sono (ma guarda un po') localizzate in Sicilia, la norma consente a questa Regione di trattenere in loco una buona parte del gettito delle accise sulla benzina raffinata. E non si tratta di noccioline. Con più di 20 miliardi di gettito complessivo all'anno, le accise sugli oli minerali costituiscono la la quarta imposta erariale italiana, e la quota raffinata in Sicilia è quasi del 50 per cento. Del resto, non si può dire che non lo avessimo già previsto. Si osservi anche che mentre la logica politica della norma è chiara, quella economica latita, e non trova fondamento giuridico né nel nostro sistema tributario né nello Statuto della Regione Sicilia. L'accisa è una tassa esigibile "all'atto dell'immissione in consumo del prodotto", è cioè un'imposta alla vendita, non alla produzione. In pratica, lo Stato impone le accise sulla benzina, i bolognesi e i genovesi le pagano, e i soldi vanno, in parte o del tutto, ai siciliani.
E' l'opposto del principio della responsabilità fiscale, cioè dell'essenza del federalismo ("pago, controllo, esigo"); qui le tasse le paga qualcuno e i soldi vanno a qualcun altro. E dire che di responsabilità fiscale la Sicilia ne avrebbe un gran bisogno; è la Regione che già prende più trasferimenti dallo Stato (il 20% di tutti i trasferimenti erariali alle Regioni), ma che li spende molto male, a giudicare dalla qualità dei servizi offerti ai cittadini, dal numero e dai redditi degli amministratori pubblici e dall'età di pensionamento dei funzionari pubblici. Se questo è il federalismo alla Calderoli, ne vedremo di belle.
martedì, settembre 16, 2008
giovedì, settembre 11, 2008
Tecnologia
- Anything that is in the world when you're born is normal and ordinary and is just a natural part of the way the world works.
- Anything that's invented between when you are fifteen and thirty-five is new and exciting and revolutionary and you can probably get a career in it.
- Anything invented after you are thirty-five is against the natural order of the things.
giovedì, settembre 04, 2008
Culicidi
mercoledì, settembre 03, 2008
Bye Bye Explorer..
lunedì, settembre 01, 2008
Chiarimenti repentini: Alitalia
In secondo luogo, i 7.000 esuberi. Cosa succede però ai dipendenti di AirOne? Sarebbero altre 2.000 persone delle quali ancora non si parla, ma se AirOne cede tutto o quasi alla nuova impresa, passeremmo a 9.000
Terzo, azionisti e obbligazionisti di Alitalia. Il ricorso al fondo per la tutela delle vittime delle frodi finanziarie è gravissimo per quanto riguarda gli azionisti, che hanno tenuto azioni in un'impresa che negli ultimi 21 anni ha fatto perdite (dichiarate) per 20 volte. Quale frode? Hanno deciso di scommettere alla roulette, hanno perso, e non si vede perché debbano essere tutelati.
Per i creditori è diverso, ma anche qui perché scomodare le frodi finanziarie? Ma in ogni caso (anche perché lo Stato era l'azionista di controllo) sarà lo Stato a pagare (come prevede lo stesso decreto "Marzano bis").
Infine, il costo per la collettività. L'affermazione secondo la quale l'operazione non peserebbe sul denaro pubblico è una menzogna così palese da risultare ingenua, ma anche assai fastidiosa.
I conti li faremo alla fine, ma già ora pare chiaro che i 300 milioni del prestito ponte non saranno mai rimborsati. Poi, i cosiddetti "ammortizzatori" per chi perderà il posto di lavoro; il decreto del Governo prevede un onere di 30 milioni annui per sette anni (ovvero, circa altri 200 milioni - ma basteranno anche per AirOne?). Il rimborso a creditori (e, forse perfino agli azionisti!?) costerà qualche altro centinaio di milioni (300? Dipende da tanti fattori). Poi ci sono 450 milioni di obbligazioni Alitalia in mano al Tesoro; poiché il rimborso dovrebbe avvenire su fondi pubblici, in ogni caso sono altri 450 milioni che se ne vanno.
Siamo - per ora - attorno al miliardo di Euro. Il piano Air France prevedeva un pagamento allo Stato di circa 300 milioni, l'accollo dei debiti, e 1.500-2.000 esuberi (quindi ammortizzatori sociali verosimilmente ridotti del 75% rispetto a quanto vediamo ora).
Questo è il vero rimpianto. Forse oggi non si può far molto meglio, ma quell'offerta malamente rifiutata continua a pesare
Carlo Scarpa
sabato, agosto 30, 2008
martedì, agosto 26, 2008
...per chi fosse interessato
Suoneremo solo noi visto l'abbandono del secondo gruppo in programma. Su di un palco agevole. Per la festa del PD. Con una formazione inedita:
Fabio-tastiera,clavietta,quant'altro abbia tasti bianchi e neri;
Ale Medi-percussioni,spartiti persi di Marchì, chiavi di casa,qualsiasi cosa possa essere percossa o produca un rumore, anche molto basso;
Ale Conti-rigorosamente e sensualmente Sax;
Darietto-Batteria, Timbales, qualsiasi cosa possa essere percossa con violenza;
Zio Rice-Chitarra di GiuGiu, chitarra propria e tanto amore;
Me-Basso elettrico,Tubo producente rumore simil trombone, effetti esuoni che nessuno è riuscito a capire a che madonna potessero servire e da dove provenissero.
Sarete i benvenuti, benvoluti e beneamati..
domenica, agosto 24, 2008
Parola di Tito
di Tito Boeri 06.08.2008
Il Parlamento approva la manovra economica depressiva del Governo, che prevede un ulteriore incremento della pressione fiscale, mentre ci sarebbe bisogno di ridurre le tasse sul lavoro per allontanare lo spettro di una recessione. L'unica novità di rilievo introdotta dal Parlamento è la misura sui precari che applica al mercato del lavoro il metodo seguito dal Presidente del Consiglio nell'affrontare i suoi problemi con la giustizia: si interviene sui processi in corso. Una manovra insomma che non da speranza. Mentre non si perde occasione per predicare la paura.
Continua...
mercoledì, agosto 13, 2008
Legge
"Qualunque cosa che, accadendo, ne fa accadere un'altra, ne fa accadere un'altra."
"Qualunque cosa che, accadendo, induce se stessa a riaccadere, riaccade."
"Però non è detto che lo faccia in ordine cronologico."
D.Adams
giovedì, agosto 07, 2008
Tour Murciano-Andaluso
giovedì, luglio 24, 2008
Pausa
Poi ho cominciato a sentire il forte bisogno d'aver un berretto verde,un arco e frecce appuntite. Ho pensato di smettere.
http://www.kontraband.com/games/12451/Apple-Shooter/
mercoledì, luglio 23, 2008
Piano mentale
Chi si scoprirebbe un Mozart, chi s'accorgerebbe della sua incapacità.
E per le strade, di notte, rieccheggierebbero mille melodie. Come in una prova generale. Magari di giorno si farebbe più silenzio.
domenica, luglio 13, 2008
Vagina dentata

martedì, luglio 08, 2008
Gracias..
lunedì, giugno 23, 2008
Muro del pianto
Con il muro che diventa un piangi ricordi. Una faccia che perde via via di colore.
E non ho voglia di riattaccare nulla.
Impilo solamente giorno dopo giorno foto su foto. Polvere su polvere. Colore su colore.
Osservo quel viso quasi bianco sgretolarsi sempre più, davanti a me.
Come per sadismo. o forse più masochismo.
lunedì, giugno 16, 2008
Question
N.Swaab
martedì, giugno 10, 2008
I'll be watching you
Forse mi sbaglio ma ho notato un comune denominatore in tutte le notizie ed i temi più importanti degli ultimi mesi. Mi è sembrato che, per qualsiasi tema toccato, si sia utilizzato un nuovo ferro, una nuova mazza: la paura.
Forse mi sbaglio ma la sensazione è quella.
Di solito la vedevo in campagna elettorale, all'opposizione, in quei vecchi filmini tanto carini che mandavano al cinema Impero, quelli con la voce nasale fiera e maschia a narrare. Anzi no, anche nel post 11 Settembre, in America. Ma li erano in guerra, e si ritorna al terzo caso.
Ora ci sono le intercettazioni. Siamo passati già per la sicurezza in strada, per i Rumeni succhia sangue e mangia donne-vecchiette-bambini (attenzione anche al vostro canarino,volete che levino la forza di cantare del vostro dolce canta melodie mattutine?!). Ora ci sono le intercettazioni.
Mi dicono che siamo tutti sotto controllo. Che anche tu, casalinga dai capelli sfatti, impaurita dalle ronde di mille rumeni sotto casa, piegata dall'euro-misfatta, atterrita da governi impietosi di sinistra, sei sotto controllo. Ti stavano spiando da sempre. Volevano conoscere i tuoi più infimi segreti.
Volevano sapere se è proprio vero che da un mese non usi più "Carta per casa Coop biologica incredibilmente morbida e resistente" bensì "Foxy, la carta che assorbe e ti coccola la vita".
lunedì, giugno 02, 2008
mercoledì, maggio 28, 2008
Per ore
Come un urlo straziante d'umano si diffondeva nell'aria un tuono.
Poi una pausa. Il cambio pagina.
E di nuovo ancora.
venerdì, maggio 23, 2008
giovedì, maggio 22, 2008
domenica, maggio 18, 2008
Con l'unto dei pop corn a macchiare la faccia
sabato, maggio 10, 2008
Amica Valigia
Come tre anni fa. Come a cercare di nuovo il suo via libera. Alla base ragioni simili, ma non identiche. In ogni caso tutto si riconferma dannatamente. Forse con qualche macchia in più.
Ma sempre con gli indici a tappare le orecchie. Con il vociare che si fa sempre più lieve.
mercoledì, maggio 07, 2008
Instabilità
giovedì, maggio 01, 2008
Topo-Cavallo o Panda-Ramarro?
Saranno state le due,o forse prima. In ogni caso sopra la nostra testa. Al di la del soffitto triste della mia stanza triste. Dove l'"Architetto" ha disegnato uno spazio quadratico dal dubbio gusto nominandolo "ampia terrazza".
Così, da svegli si fissava il vuoto quando "TuTurutu Turutu Turutu.."
Una sgaloppata da destra a sinistra, una corsa per fuggire da qualcosa. Ma cosa? E chi? Chi galoppa a velocità medie con fare cavallesco ma peso canino?
Gli unici animali detenuti della famiglia Adams di sopra sono Tartaruga James,Gatto Gaio e Figlio Idiota. Chi dunque galoppa a tarda ora per il terrazzo?
Che fosse una nuova specie di ratto?Un Ratto-Cavallo? Un grosso Panda-Ramarro? O forse, semplicemente il Figlio Idiota?
mercoledì, aprile 23, 2008
Sole cacca pupù
Deve essere qualche campo magnetico, qualche gaggia particolare,..io chiamo Giacobbo..
sabato, aprile 12, 2008
martedì, aprile 08, 2008
Blue
Dovunque la stessa sensazione. L'amaro dopo il dolce. La puzza di fumo secco nell'aria. Magari esiste una lavanderia anche per l'anima. Un ferro da stiro per levargli le pieghe.
Forse se la si lascia un po' appesa. tra i vestiti invernali e la puzza di naftalina. Basterà forse..
Almost blue...almost you...almost blue..
Sempre colpa delle pretese. Quelle puntan sempre in alto. Come gli aquiloni in una giornata ventosa. Sembrano non voler mai tornar giù. Me lo dicevo a volte, per quelle il filo non basta mai. Ma come un bambino correvo dietro al vento, senza pensarci. Fino al calar del sole. Fino al calar del vento..
venerdì, aprile 04, 2008
"Smile Coffee"
Inserisco 35 centesimi sulla fessura per le monetine. Un "piripipi" mi avverte dell'avenuta selezione "Caffè espresso con 1+1\2 di zucchero".
Ecco che sul mini schermetto luccicoso compaiono disegnini di attesa. Tempo 10 secondi e nella fessura più grande,quella da dove ci si aspetta esca il bicchierino rosa salmone,successiva palettina mischia brodaglia e brodaglia fumante. Invece no.
Dal fondo della cavità si apre, con un rumorino simile allo "zzzz" del collo di Robocop quando per girarsi a vedere con chi cazzo stava parlando impiegava un buon 10 secondi, una porticina a scorrimento laterale.
"Stack!". Si blocca.
Un altro "zzzz", ma stavolta dall'oscurità retrostante la porticina scorrevole.
Ecco che spunta fuori da sinistra una manina robotica,perfettamente uguale a quella Lego, curva spigolosamente ed esce fuori oltre la porticina parlante.
"Sfrinck!" si aprono le due dita robotiche. Mi lascia il caffè pronto. Inizia il percorso inverso con tanto di rumorini vulcaniani.
Rimango con il caffè di fronte a me. La tecnologia, la manina robotica, la megamacchina che aveva ripreso il suo scintillare di colori e lucette verdi-rosse.
Ho paura della mia inferiorità. Hai vinto splendida macchina per il caffè dell' Università di Scienze Matematiche..
lunedì, marzo 31, 2008
Sperando in una suola comoda ed un 45 di numero
giovedì, marzo 27, 2008
Almost Blue
Almost doing things we used to do
There's a girl here and she's almost you
Almost
All the things that your eyes once promised
I see in hers too
Now your eyes are red from crying
Almost blue
Flirting with this disaster became me
It named me as the fool who only aimed to be
Almost blue
It's almost touching it will almost do
There's a part of me that's always true... always
Not all good things come to an end now, it is only a chosen few
I have seen such an unhappy couple
Almost me
Almost you
Almost blue
venerdì, marzo 14, 2008
La tela
Ma soprattutto ogni sera l'idea si ripresentava. Come l'autunno dopo l'estate, come il bianco dopo la neve. Ed il vuoto si restringeva. Di poco, di molto. A volte si lacerava tutto.
E si ricominciava il tutto alla stessa ora. Ad ogni bussata nervosa. come l'autunno dopo l'estate, come il bianco dopo la neve.
mercoledì, marzo 05, 2008
Il PIL
Ma conteggia anche l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette e le corse delle ambulanze che raccolgono i feriti sulle autostrade.
Conteggia la distruzione delle nostre foreste e la scomparsa della nostra natura.
Conteggia il napalm e il costo dello stoccaggio dei rifiuti nucleari.
Il PIL, invece, non conteggia la salute dei nostri bambini, la qualità della loro istruzione, la gioia dei loro giochi.
Non prevede la bellezza della nostra poesia o la saldezza dei nostri matrimoni.
Non prende in considerazione il nostro coraggio, la nostra integrità, la nostra intelligenza, la nostra saggezza.
Misura qualsiasi cosa, ma non ciò per cui la vita vale la pena di essere vissuta.
Robert Kennedy



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