martedì, maggio 29, 2007

Amorali

Che peso dare al sogno? O meglio, che peso dare alle parole del nostro inconscio? E' giusto criticare l'amoralità dei pensieri più sfuggenti?
In fondo, noi siamo tutte le cose, il pensiero in superficie (rielaborato e setacciato) ma anche il pensiero più nascosto, in ombra. Poi ci vestiamo del primo, per vivere la nostra vita quotidiana, le nostre relazioni, un po' quindi anche per sopravvivere. Ma sempre e comunque ci teniamo stretto l'inconscio. Invisibile ma molto spesso direttore del nostro "respirare". Dunque, accettare una dose d'immoralità che abbiamo alla nostra base o illuderci non poco ed apprezzare solo le maschere più abili?

giovedì, maggio 17, 2007

Manzo alla piastra

Con l'aria da delusione e da non vivere la donna del bancone continuava a girare e rigirare quel pezzo d'animale grasso ed unto sopra la piastra. Fuori il sole spaccava i marciapiedi, i disoccupati e gli asiatici vendi-agrumi. Sembravano tutti far parte di un carillon magico. Si muovevano lentamente, trascinati, piccoli ballerini di stagno sopra d'una piastra di cemento sporco. Intanto l'odore di manzo bruciato aveva riempito l'aria del locale. Anche la donna sembrava bruciata, consumata. Ma da un'altra fiamma, forse più pericolosa e dirompente.
Finalmente il piatto. Servito con sorriso falso e appena disegnato in quella faccia vecchia e scavata. Sembrava per lo più merito del rossetto rosa spento, spalmato con la stessa grazia con cui un imbianchino stende un poster il lunedì mattina.
Rumore di spicci sul balcone.
Poi il pezzo portato alla bocca. Stranamente ci si scorda di tutto in pochi attimi. del rossetto, dell'unto e del cemento sporcato dai passi.

mercoledì, maggio 09, 2007

Lacrime ed illusioni

Con le lancette che si fermano. e tutto perde di senso.
Ci si ritrova al di fuori, come se si fosse di fronte ad un agitato fiume. Seduti ad osservare, senza parole o gesti. solo a guardare. Il tempo si ferma in quell'istante. Ma che cazzo si sta facendo?Per cosa?Con che dannata logica? Tutto diventa così assurdo. Tanto assurdo da far salire brividi gelidi.E da volerne restare fuori. Senza più rituffarcisi. Mentre per quei secondi immobili, solo per quegli attimi si è un po' al di la di tutto. Persino del proprio vivere. O almeno nell'illusione di questo.

lunedì, maggio 07, 2007

Cena

Mordicchiava il suo ossicino.Con l'occhio vitreo del distratto. Il silenzio della stanza faceva da teatro a quella macabra scena. Del tutto tranquilla se non si fosse stati a conoscenza dei fatti.
Il rumore del dente che scalfiva il restante di quell'osso era come una lieve musica triste e violenta. Quel cane stava mangiando quello che restava di una costola. Ora sgranocchiava, ora leccava,..come in più passaggi di una stessa melodia.
Nessuno a guardare, la stanza restava inanimata.Solo quella bocca, e quell'osso. Gli occhi spenti e la lingua indaffarata. La bava colava e strisciante raggiungeva una pozza amaranto.Tutto era amaranto. Sembrava non stancarsi mai quella bocca.

mercoledì, maggio 02, 2007

Aria santa

L'aria da fiera ti entra nelle narici chilometri prima. Odore di cianfrusaglia, di pop corn, di palloncini, clown e pentolame miracoloso. Con i forestieri che anno dopo anno si ridimenticano i problemi di parcheggio ed i nativi, che smarcano il cartellino giornaliero come per dovere morale.
Di San Ciriaco nemmeno l'ombra.
O forse il santo oggi è presente un po' dovunque come i suoi colleghi nei rispettivi giorni.
Ce n'è un po' nella t-shirt dei Metallica, nello zucchero a velo colorato, nel baffo del venditore di coltelli magici, nella bancarella di trote e pappagalli..come un marchio registrato, puntuale ad ogni fiera richiamato. Una marca da far invidia alla più grande multinazionale per varietà di prodotti. E la benedizione viene ad ogni sorriso del bancarellaro, che con il suo scontrino, ci "accomuna" aspettandoci domani.