lunedì, luglio 23, 2007

Monocolo

Tutto si guarda da uno stesso monocolo. Lo si può cambiare di dimensione, spessore, fattezza, ma pur sempre monocolo. Ma quale altruismo? Da dove viene questa parola se non dalla madre "soddisfazione personale"? Ma quale pietà? La lente resta sempre la stessa. Curvata, graffiata, impolverata. Non la si cambia mai. non vi sarebbe scopo. Abbiamo un occhio solo. siamo noi i veri ciclopi. E anche consapevoli di questo, fingiamo di capire. non si riuscirà mai a cambiare. Mai.
La cecità. forse una scappatoia. come una zattera che naviga senza vela in mezzo a questo immenso mare nero.

martedì, luglio 17, 2007

Più leggeri senza fatica

Come spiegherebbero gli psicanalisti la "sensazione continua di fuga dal proprio corpo"?
Se credessi in qualcosa di mistico o almeno di fantasioso crederei nello sciopero dell'anima o almeno nelle sue temporanee ferie estive.
Quindi ora dovrei essere semplicemente un ammasso di carne (nemmeno troppa) che vaga e cammina, parla e gesticola, mangia e beve e via dicendo, vuota della sua linfa, della sua anima.
In caso non sembra differire troppo. Daltronde sarebbero solo 21 grammi in meno. Niente più.

domenica, luglio 15, 2007

Senza pop corn o cuscino

Il bulbo oculare deve essere davvero stanco.
Svegliato di soprassalto. senza sveglia. solo con una cascata di fredde immagini opache.
Come se ci svegliassimo in un cinema in prima fila, magari all'anteprima del nuovo film di Muccino. Ogni giorno. Senza diritto di pop corn.
Vorrei aiutarlo e lasciarlo dormire di più.
Fidarmi delle sole orecchie. Quelle non dormono mai.
Forse riposerei anch'io.

venerdì, luglio 06, 2007

Grattando

"Scrat,Scrat"..."Scrat,Scrat"...il coltellino di metallo grattava sempre più nervoso la superficie del muro. "Scrat,Scrat"....
Forse la libertà ad aspettarci, forse solo un'altra stanza e poi mille altre ancora. "Scrat,Scrat"...
Magari non c'è nulla al di la. E si starebbe meglio dove si sta ora. Prigioni umide e poco ospitali ma pur sempre tetti, stanze, case. "Scrat,Scrat"...
Poi il sole. La luce. E se fosse notte invece. Magari di quelle notti senza luna e senza stelle. Quelle da grigio polo industriale. Non cambierebbe poi molto.
"Scrat, Scrat"...
Finchè non si è stanchi. "Scrat, Scrat"...Finchè c'è superficie.

martedì, luglio 03, 2007

Eco e stronzate

L'unica soluzione sarebbe 10 anni su di un monte tibetano a mangiar bacche ed ascoltar il parlar del vento.
La pressione d'isolamento pulza sempre più nelle vene. Gli animali lo fanno quando stanno per passare a miglior vita. Io forse sto per passare e basta. O magari neanche quello.
Vocio, vocio e ancora vocio. Chiacchiere fastidiose. Eco rimbombante nelle tempie, come di una sala da ballo, più che piena. Fiumi di stronzate.
E allora rimangono poche cose. molte delle quali chiuse bene all'interno. Da lasciar uscire fuori con cautela, per non disperderle subito.

lunedì, luglio 02, 2007

...ora non restano che ricordi cristallini


Ritornati,..più scuri di prima, più rilassati di prima. Stanchi del viaggio interminabile a bordo del piccolo shuttle bianco ma felici. Come sazi di tutto quel mare cristallino, di quelle spiagge bianche e di quelle strade da cingolato, delle notti in tenda o dei ristorantini lungo la strada, del rumore del fornelletto acceso al massimo o di un martello pianta-picchetti ormai provato...qualche nota alla chitarra ed il rumore del vento fuori tenda.

Ci sono troppe cose di cui essere sazi, anche se non riesco a capire perchè questa interminabile voglia di scoprire e vivere luoghi nuovi non arriva mai al dessert..e già ho voglia di ripartire.