lunedì, ottobre 29, 2007

Come me

Stavolta il ronzio del frigo non c'è. e nemmeno quegli odori, assopiti dopo tempo. Che bussavano e ribussavano. Ma la sensazione è la stessa. Questo calore. L'ho conosciuto bene. Ma la scelta dove sta stavolta? Ma quale scelta!? Per fortuna loro. Sempre gli stessi. Non cambiano mai. Come me.

sabato, ottobre 27, 2007

Mangiare pesante

Non si può sognare di tornare indietro nel tempo, far scoprire il basso elettrico ai grandi del jazz in una mansarda francese, suonarci insieme, scoprire che il basso elettrico ha bisogno di fibre ottiche\binari per funzionare, ripartire velocemente in quanto inseguiti da un battaglione nazional-socialista. passare inosservati una dogana nemica. Il tutto attraversando Ancona, Francia, Siberia come si può attraversare uno stato di gioia infinita ad uno di profonda depressione dopo la visione di C'è Posta per Te.

venerdì, ottobre 19, 2007

Stessa aria

L'odore della stanza è sempre lo stesso. Qualunque cosa sia fuori, sempre uguale. Le stanze sono asettiche ma tutto ciò che le dipinge difficilmente lo sono. Così l'aria cambia, ma l'odore resta. E il silenzio pure. La melodia universale.

lunedì, ottobre 15, 2007

Le ultime volontà

L'odore era buono. Anche l'aspetto non era dei più malvagi. Sicuro non si poteva mettere allo stesso piano delle "tagliatelle della Domenica". Ma quel giorno sembrava regalare un colore più acceso ad ogni cosa.
Le avevo richieste al pomodoro. Delle più semplici. Accompagnate da una bottiglia di rosso intenso. Ecco l'ultima entrare in bocca. Quale festa. Semplici cose trasformavano quel luogo in un mondo diverso. Merda. Quasi una porta per i miei sogni. Quelli che facevo da bambino però. Quelli con i colori e le cose insensate.
Il rumore solito dei passi, quelli lenti e scadenzati, mi riportarono alla realtà. Non era servito a niente coprire l'orologio. Bastavano i passi. Le lancette del braccio silenzioso.
Quel sapore. L'odore. I colori del piatto. Poi di nuovo i passi. Sempre più vicini. Quasi non importava di chi fossero le gambe. I passi. Ogni cosa assaggiata come un sommelier della vita. L'aria consumata,il sapore del vetro, della forchetta. L'odore dei ricordi. Le immagini sfuocate. Ancora passi.
Finalmente le lancette si fermarono. Sapevo già quale suono sarebbe seguito. Quasi come per il primo applauso dopo un successo. Quello sarebbe stato il mio ultimo spettacolo forse?
Poi il rumore dei cardini arruginiti.

martedì, ottobre 02, 2007

La triste fattoria

Un nuovo inquilino abusivo del mio giardino dietro zanzariera: Jack il merlo.
Ma ancora attendo lo stercoraro Adam.