La sera dove spaccheresti il bicchiere a terra. Un pugno al tavolo, uno all'armadio, uno allo specchio.. sfidando la sorte.
La sera dei pungiball da sfogo isterico. Dalle urla soffocate. Dalle parole urlate a fantasmi, timide negli appuntamenti reali. Impavide dietro le luci.
Ma quando cavolo suona il gong. Tremano le ginocchia ad ogni passo trascinato. Gettate la pezza cazzo!
Rimane solo la voglia di sferrare colpi. Di colpire i colpi stessi con altri colpi ancor piu' violenti.
Mentre il sudore scende, appanna la vista. e il capo già prepara il secchio degli sputi.
La folla applaude,...ha fame della strenuità, della sofferenza nei volti.
Qui si vive solo di sofferenza altrui. Delle mascelle rotte o dei nasi fratturati.
Si vive per camminare su di un altro ring. Magari piu' magnanimo di quello prima.
La sera dove ti faresti esplodere con tutto il mondo imbottito di tritolo.
Dove il silenzio è un bisturi ed il tempo il chirurgo ubriaco all'opera.
Fino al gong o fino al K.O..
giovedì, dicembre 28, 2006
mercoledì, dicembre 20, 2006
Invisibile
L'invisibilità. Chi non ha sognato l'invisibilità?
Senza nasconderci saremo nascosti. Dietro il velo dell'indifferenza degli sguardi.Come aria nell'aria!
Si potrebbe cosi' criticare senza essere criticati.
Vedere senza essere visti. Ridere, piangere,morire senza che qualcuno si accorga della benchè minima variazione...di una sola vibrazione nell'etere.
Ma l'essere invisibili non resterebbe che un solito stratagemma dell'egoismo. Lo scomparire per far notare la nostra assenza.
Un bisogno di pubblico applaudente. Di risate per clown!
Senza nasconderci saremo nascosti. Dietro il velo dell'indifferenza degli sguardi.Come aria nell'aria!
Si potrebbe cosi' criticare senza essere criticati.
Vedere senza essere visti. Ridere, piangere,morire senza che qualcuno si accorga della benchè minima variazione...di una sola vibrazione nell'etere.
Ma l'essere invisibili non resterebbe che un solito stratagemma dell'egoismo. Lo scomparire per far notare la nostra assenza.
Un bisogno di pubblico applaudente. Di risate per clown!
lunedì, dicembre 18, 2006
Festività
Il marasma delle festività.
Gente che viene e va dalle cucine, odori dalle cucine,..chiacchiere, abbracci e sorrisi, a volte stirati come da sottili ami invisibili. L'amo natalizio.
La confusione della festa in formato familiare. Quella grande con il risparmio garantito. Ed apparentemente calda, se non altro nella sua superficie.
L'attesa del ciclone di parentume che arriva sempre con puntualità da metereologo,...arriva,stravolge, e riparte...
Come un treno senza freni passa davanti al tuo binario.
Rimani con il tuo biglietto in mano chiedendoti se forse quel pezzo di carta non fosse una schedina, e non un viaggio per "dovunque".
La luce posteriore si allontana come ogni anno nella nebbia invernale. Qualche fischio ti ricorda il passaggio. Ma sempre piu' debole e lontano,...lontano...lontano...
Ci si chiede quando si diventerà locomotiva.Mah!
Per ora preferisco andarmene per i ferrosi binari. a piedi. anche se infreddoliti e bagnati,..pur sempre i miei piedi.
Chissà che camminando non cominci a fischiare anch'io, lasciando il fumo grigio alle mie spalle e il rumore arruginito alle vecchie stazioni.
Gente che viene e va dalle cucine, odori dalle cucine,..chiacchiere, abbracci e sorrisi, a volte stirati come da sottili ami invisibili. L'amo natalizio.
La confusione della festa in formato familiare. Quella grande con il risparmio garantito. Ed apparentemente calda, se non altro nella sua superficie.
L'attesa del ciclone di parentume che arriva sempre con puntualità da metereologo,...arriva,stravolge, e riparte...
Come un treno senza freni passa davanti al tuo binario.
Rimani con il tuo biglietto in mano chiedendoti se forse quel pezzo di carta non fosse una schedina, e non un viaggio per "dovunque".
La luce posteriore si allontana come ogni anno nella nebbia invernale. Qualche fischio ti ricorda il passaggio. Ma sempre piu' debole e lontano,...lontano...lontano...
Ci si chiede quando si diventerà locomotiva.Mah!
Per ora preferisco andarmene per i ferrosi binari. a piedi. anche se infreddoliti e bagnati,..pur sempre i miei piedi.
Chissà che camminando non cominci a fischiare anch'io, lasciando il fumo grigio alle mie spalle e il rumore arruginito alle vecchie stazioni.
lunedì, dicembre 11, 2006
45 giri
I vecchi dischi,..quelli neri e grandi come una crèpes, quelli da spalmare sul lettore e far girare come per mescolare il tutto.
Gli "anziani" ti dicono che quelli erano i veri dischi. Che quello era il suono migliore ottenibile.
Cosi' si solcavano sempre di piu', ad ogni giro. Il suono ne risentiva ma fondamentalmente seguiva l'autore. Invecchiava con lui.
Il disco durava quanto il ricordo di quel brano.
Piano piano appassiva o meglio perdeva qualche passo.
I nostri ricordi sono un po' come quei dischi.
Hanno la copertina di cartone colorata, e la polvere sopra.
Li mettiamo a girare coscienti che ad ogni giro ne modificheremo un po' la forma, la adatteremo piu' a noi. Dandogli una loro vita.
Continuiamo a suonare e a sentire musica. Perchè non ci si puo' fermare. Perchè siamo tutti nati musicisti.
Creatori e distruttori di dischi.Collezionisti di ricordi ma incoscienti.
Gli "anziani" ti dicono che quelli erano i veri dischi. Che quello era il suono migliore ottenibile.
Cosi' si solcavano sempre di piu', ad ogni giro. Il suono ne risentiva ma fondamentalmente seguiva l'autore. Invecchiava con lui.
Il disco durava quanto il ricordo di quel brano.
Piano piano appassiva o meglio perdeva qualche passo.
I nostri ricordi sono un po' come quei dischi.
Hanno la copertina di cartone colorata, e la polvere sopra.
Li mettiamo a girare coscienti che ad ogni giro ne modificheremo un po' la forma, la adatteremo piu' a noi. Dandogli una loro vita.
Continuiamo a suonare e a sentire musica. Perchè non ci si puo' fermare. Perchè siamo tutti nati musicisti.
Creatori e distruttori di dischi.Collezionisti di ricordi ma incoscienti.
mercoledì, dicembre 06, 2006
Dosaggio
Dosare tutto,..dosare i pensieri, le parole, il volume.
Tutto va tenuto a livelli bassi,..al massimo a medi. Mai esagerare! Mai perdere il controllabile!
Rischio rottura delle sottili membrane. I nostri fragili timpani.
Dosare anche i movimenti. Mai scomposti e mai imprevedibili. Per non perdere la rotta già segnata. La corrente sotto la sicura stella del marinaio ubriaco.
Dosare tutto con l'apposito dosatore. Per centellinare il centellinabile.
Senza perdere una goccia, tante volte cadesse a terra provocando troppo frastuono.
Tutto va tenuto a livelli bassi,..al massimo a medi. Mai esagerare! Mai perdere il controllabile!
Rischio rottura delle sottili membrane. I nostri fragili timpani.
Dosare anche i movimenti. Mai scomposti e mai imprevedibili. Per non perdere la rotta già segnata. La corrente sotto la sicura stella del marinaio ubriaco.
Dosare tutto con l'apposito dosatore. Per centellinare il centellinabile.
Senza perdere una goccia, tante volte cadesse a terra provocando troppo frastuono.
domenica, dicembre 03, 2006
"In music we trust"
Di sorpresa,..di spalle,di soppiatto. Finalmente si rivedono quell'esagerate moto fuori dal "Live".
Da tempo, troppo tempo porco diamine.
Di nuovo una batteria a fracassare i timpani, sporchi strumenti elettrici e sedie metalliche fatte sembra per non essere mai sedute.
Con il biliardo dietro tutto per i meno interessati, gli schivi,..e la zona bancone con le famiglie riunite di mezzi manicati uomini da rissa.
Via i divanetti da schianto,..quei colori pastello da atmosfera incontro porno sotto voce. Si ritorna al vecchio stile. L'arruginito e trash buco scuro.
Il calore di un posto semplice per pochi. Dove anche il concerto di un gruppo locale diventa l'evento della serata. Dove nascono piccoli eroi. Quelli piu' imperfetti..magari che non sanno neanche volare.
Ricordando che nell'insegna c'è sempre stato scritto "In music we trust" e spero resti per molto.
Ora non resta che fissarsi il calendario a mente.
Da tempo, troppo tempo porco diamine.
Di nuovo una batteria a fracassare i timpani, sporchi strumenti elettrici e sedie metalliche fatte sembra per non essere mai sedute.
Con il biliardo dietro tutto per i meno interessati, gli schivi,..e la zona bancone con le famiglie riunite di mezzi manicati uomini da rissa.
Via i divanetti da schianto,..quei colori pastello da atmosfera incontro porno sotto voce. Si ritorna al vecchio stile. L'arruginito e trash buco scuro.
Il calore di un posto semplice per pochi. Dove anche il concerto di un gruppo locale diventa l'evento della serata. Dove nascono piccoli eroi. Quelli piu' imperfetti..magari che non sanno neanche volare.
Ricordando che nell'insegna c'è sempre stato scritto "In music we trust" e spero resti per molto.
Ora non resta che fissarsi il calendario a mente.
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