lunedì, marzo 28, 2011

Fino a quando, De Mattei?

Secondo il Decreto Legislativo del 4 giugno 2003 sul Riordino del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il C.N.R. è “Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese, perseguendo l’integrazione di discipline e tecnologie diffusive ed innovative anche attraverso accordi dicollaborazione e programmi integrati”.

Dal 2004 il ruolo di vicepresidente dell’Ente è ricoperto, per decisione dell’allora (e ora) Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e su proposta dell’allora Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Letizia Moratti, di un candidato sorprendentemente fuori luogo: Roberto De Mattei, professore associato di Storia del Cristianesimo e della Chiesa alla privata Università Europea di Roma, presidente della Fondazione Lepanto, direttore del mensile Radici cristiane, dirigente di Alleanza Cattolica e consigliere del Vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini per le questioni internazionali.
De Mattei ha agito discretamente fino agli inizi del 2009, quand’è uscito allo scoperto con “un workshop promosso a Roma il 23 febbraio dalla Vice-Presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche, per offrire un contributo scientifico al dibattito in corso nell’anno darwiniano”, di cui sono poi usciti gli atti intitolati Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi, a cura dello stesso De Mattei (Cantagalli, 2009).
In tal modo il nostro massimo ente pubblico di ricerca scientifica si è trovato schierato, suo malgrado, a fianco dei creazionisti più retrivi, nel più ufficiale atto antievoluzionista dopo il Decreto Legislativo del 18 febbraio 2004, con cui la Moratti aboliva l’insegnamento dell’evoluzionismo nelle scuole medie. Decreto poi parzialmente rientrato, a causa della protesta popolare guidata dai due premi Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco.
Leggere gli atti del suo convegno o discutere col professor De Mattei, come ho avuto il dubbio onore di poter fare il 20 novembre 2009 a Chiasso, è un’esperienza sconcertante: in contrapposizione ai suoi modi raffinati e gentili, le sue affermazioni sono infatti una vera e propria summa della disinformazione più grossolana e presuntuosa a proposito di Darwin e del darwinismo in particolare, e della scienza in generale.
Niente di male, ovviamente, se non fosse che queste affermazioni vengono dal vicepresidente del C.N.R., che per l’articolo 3 del Regolamento “sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento” e fa parte del ristretto Consiglio di Amministrazione, che per l’articolo 4 “ha compiti di indirizzo e programmazione generale dell’attività dell’Ente”.
Ci si può domandare che indirizzo o programmazione possano mai venire da chi scrive e dice che i dinosauri sono scomparsi non sessanta milioni, ma poche migliaia di anni fa, o che le specie sono state create immutabili dal Creatore. E ci si può chiedere fino a quando non avranno niente da dire gli elettori in generale e gli scienziati in particolare, costretti a sopportare con vergogna un tale vicepresidente al C.N.R.
In questi giorni, la domanda è tornata d’attualità per l’intervento che De Mattei ha fatto il 23 marzo a Radio Maria, nel quale ha sostenuto che il terremoto e lo tsunami del Giappone, e più in generale le catastrofi naturali, sono “una voce terribile ma paterna della bontà di Dio”, una “esigenza della giustizia di dio, della quale sono giusti castighi”.
L’intervento completo di De Mattei si può trovare sul sitohttp://dimissionidemattei.wordpress.com/ , insieme a una petizione per le sue dimissioni. Ciascuna firma è una goccia, e serve a dimostrare che il vaso è colmo. Anche se c’è da dubitare che Berlusconi si dimostrerà sensibile a una domanda di civiltà, e disposto a rimediare a un guaio che lui stesso ha creato.

P.Odifreddi

giovedì, marzo 17, 2011

ROCK-PAPER-SCISSORS: YOU VS. THE COMPUTER



Della serie come perdere un`ora studiando le strategie per battere una fottuta manina meccanica che basa le proprie scelte strategiche su un Database di 200.000 giocate umane (Veteran mode).
Spettacolo l`algoritmo. Lo si puo` vedere cliccando su "Guarda che cosa sta pensando il Computer".
Ripeto che il tempo per noi umani e` terminato. Sogno gia` tempi migliori. Tempi di schiavitu` robotica dove l`uomo e` solo il combustibile migliore per la nuova razza robot.
Tra l`altro la strategia migliore sembra essere giocare a random. Soluzione affascinante. Il Caos come ultima e vincente soluzione finale. L`imprevedibilita` (o prevedibilita` statistica) come strategia migliore. Come la giocata di un pazzo con la lanterna in mano. Cosi` mentre il robot mi sta impazzendo per capirmi la strategia, io continuo ad urlare qui in stanza, ad ogni vittoria, vanneggiando frasi sconnesse.
La strategia migliore..   
Head over to the New York Times to play, or click the above image.

...da Spinoza

Il Papa è vicino alle vittime dello tsunami. Ma continua a supportare il mandante.


Terrore alla centrale di Fukushima. Le barre di combustibile nucleare stanno trasmettendo Radio Maria.


Il sisma è stato talmente più potente di quello dell’Aquila che alcuni imprenditori locali sono morti dalle risate.

venerdì, marzo 11, 2011

Geminoid DK Mechanical Test

Manca poco...
Prenoto subito il mio clone. Da tirar fuori dall'armadio ed insultare. O per fumarci una sigaretta assieme. Da tenere al bagno, così per una cagata in compagnia.
Anzi ne voglio almeno trenta copie. Da spargere per casa e farti diventare matto. Da programmare per dire "Buongiorno/Buonasera Sir..lei è un bell'uomo lo sa?...".
Anzi voglio riprogrammarmi e diventare il mio clone. Per fare tutto il giorno le espressioni del clone qui sotto.

-Sorriso-

-Chiudi occhio-

-Apri occhio-

-Strizza occhio-

-Sorriso-

...

giovedì, marzo 10, 2011

Se lo dice lui

Finalmente oggi esce il secondo volume del Gesù di Nazaret del papa. Mi precipiterò a comprarlo e leggerlo, anche perchè la copertina riporta la sconvolgente dichiarazione: “Il Signore è veramente risorto. Egli è il vivente”. Firmato, Benedetto XVI.

Cosa voglia dire “veramente”, il papa l’ha spiegato con precisione nella prefazione all’intera opera, in cui dichiarava di voler “presentare il Gesù deiVangeli come il Gesù reale, come il Gesù storico in senso vero e proprio”. Dunque, per Benedetto XVI “veramente” significa non ciò che sta scritto nei libri di storia, ma ciò che sta scritto nei Vangeli.
E’ chiaro che, con questo criterio, qualunque religione può decidere cos’è successo “veramente”, sulla base della propria mitologia. E il metodo storico, dove va a finire? In soffitta, per i motivi spiegati dallo stesso Benedetto XVI nella stessa prefazione.
Anzitutto, “i progressi della ricerca storico-critica condussero a distinzioni sempre più sottili tra i diversi strati della tradizione. Dietro di essi, la figura di Gesù, su cui poggia la fede, divenne sempre più nebulosa, prese contorni sempre meno definiti”.
E poi, “come risultato comune di tutti questi tentativi è rimasta l’impressione che, comunque, sappiamo ben poco di certo su Gesù e che solo in seguito la fede nella sua divinità abbia plasmato la sua immagine. Questa impressione, nel frattempo, è penetrata profondamente nella coscienza comune della cristianità. Una simile situazione è drammatica per la fede perchè rende incerto il suo autentico punto di riferimento”.
In altre parole, evangelicamente, Benedetto XVI giudica l’albero dai suoi frutti. E poichè i frutti della storiografia portano a una “drammatica” decostruzione del cristianesimo, per ricostruire quest’ultimo egli rimuove semplicemente l’intero albero, e con esso il principio di realtà.
Addirittura, nel suo commento alle tentazioni di Gesù il papa parte dall’osservazione che “il diavolo si rivela conoscitore della Scrittura”, per concludere che “l’interpretazione della Bibbia può effettivamente diventare uno strumento dell’Anticristo”.
Il papa ribalta dunque l’ordine logico delle cose, declassando quelle che dovrebbero essere le tesi fondamentali del cristianesimo a mere ipotesi. Che vengono fatte riposare unicamente sull’osservazione che “solo se era successo qualcosa di straordinario, se la figura e le parole di Gesù avevano superato radicalmente tutte le speranze e le aspettative dell’epoca, si spiega la sua efficacia”.
Analogamente, nella sua famosa Introduzione al cristianesimo Benedetto XVI aveva ammonito che “forse dovremmo fidarci di più dell’attualità della fede che resiste ai secoli, fede che per sua stessa natura non ha voluto essere altro che un comprendere”.
La debolezza di questi argomenti sta nel fatto che essi si potrebbero applicare, nello stesso identico modo, per rivendicare la verità storica e teologica di qualunque altra religione che abbia avuto altrettanta efficacia, e la cui fede abbia resistito altrettanti secoli. In primis, l’induismo e il buddhismo, che possono vantare una storia altrettanto veneranda e un insegnamento altrettanto sapienziale del cristianesimo. Anzi, molto di più.
Privilegiare la fede alla storia spinge invece, mi sembra, a un doppio errore: la sottovalutazione delle religioni altrui, e la sopravvalutazione della propria. E il Gesù di Nazaret cerca infatti di supplire al difetto di prove storiche con un eccesso di affermazioni apodittiche e di aggettivi superlativi, che paiono mirare più all’indottrinamento che alla dottrina.
Leggiamolo pure, dunque, se ci interessa sapere cosa pensa il papa di Gesù, e se siamo sensibili alle iperboli letterarie. Ma non aspettiamoci da lui che ci dica ciò che è “veramente” successo, benchè questo sia ciò che promette di fare fin dalla copertina.

P.Odifreddi

mercoledì, marzo 09, 2011

Porco cazzo. Mike Starr e` morto.
Un altro pezzetino di quello che per me e` stato uno dei periodi piu` floridi della musica moderna se ne va.

L'imitazione

Si pensava. Spesso, se non sempre, la bellezza non sta nell'imitazione dell'atto perfetto, sfida persa che rende ridicolo il solo vano tentativo, ma nella personalizzazione di questo. Così nella musica, con imbarazzanti e fastidiose imitazioni delle opere originali, nell'arte in generale ed in qualsiasi azione dove ci si deve misurare con una "perfezione". Così tramite l'opera personale si raggiunge l'alchimia del "totale". Nell'insieme della comunità si ottiene la perfezione proprio con la composizione di piccole infinitesime diversità.
Forse a questo servono i modelli. Per una direzione ma non come fine. Come un ago di bussola. Il sentiero poi lo si deve decidere da se.
E' come avere una serie di note, una melodia di base, ed improvvisarci sopra, senza mai ripetersi, nella più personale maniera. Nel totale forse si creerà un genere musicale, stupendo per le sue mille sfumature e diversità.
L'imitazione diventa la tana dell'indolente. Colui che accetta la battaglia persa e che cerca il buon compromesso.
Il problema è anche il pubblico. Questo non è capace di apprezzare la totalità ed il valore del singolo diverso  contributo. Si limita al giudizio da taverna, lanciando ortaggi ed urli animaleschi. Il deficiente pubblico vuole la ripetizione, la perfetta replica che mai avviene. Così si annoia e continua a vivere nell'insoddisfazione, chiamando sul palco nuovi attori, nuovi clown, nella ripetizione più inerme.

martedì, marzo 08, 2011

UP-INSPIRED FLOATING HOUSE

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“Our awesome partners over at National Geographic sent over these incredible photos, as they just wrapped up creating a real-life version of Pixar’s animated hit film Up. It’s pretty amazing what human beings are capable of…
Yesterday morning, March 5 at dawn, National Geographic Channel and a team of scientists, engineers, and two world-class balloon pilots successfully launched a 16′ X 16′ house 18′ tall with 300 8′ colored weather balloons from a private airfield east of Los Angeles, and set a new world record for the largest balloon cluster flight ever attempted. The entire experimental aircraft was more than 10 stories high, reached an altitude of over 10,000 feet, and flew for approximately one hour.
The filming of the event, from a private airstrip, will be part of a new National Geographic Channel series called How Hard Can it Be?, which will premiere in fall 2011.”
See more photos over at My Modern Met (Thanks Duncan)

giovedì, marzo 03, 2011

If all you have is a hammer, everything looks like to you as a nail” 


~ Abraham Maslow, in “The Psychology of Science“, 1966.